Paesaggi che cambiano. The Age of Stupid

Dopo la prima nazionale nel Teatro Comunale di Belluno (lo scorso 29 ottobre, a un anno esatto dalla tempesta Vaia), il film-documentario La Voce del Bosco del giornalista e videomaker trevigiano Dimitri Feltrin (Italia, 2019, 77’, prodotto da Dimitri Feltrin e Associazione Culturale Martondea, con la collaborazione di Fondazione Benetton Studi Ricerche), con Francesca Gallo, sarà proiettato mercoledì 6 novembre alle ore 21 nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, nell’ambito della rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton, curata da Simonetta Zanon, e, quest’anno, focalizzata sui temi dell’accelerazione ambientale e della crisi climatica che contraddistinguono la nostra era.

Interverrà alla serata il regista Dimitri Feltrin e, dopo la proiezione, Francesca Gallo si esibirà con la sua fisarmonica in un breve concerto dedicato agli alberi che cantano.

Si avvisa che, visto il grande interesse riscontrato (la data di mercoledì 6 novembre è sold out), la proiezione del film sarà replicata mercoledì 13 novembre, sempre alle ore 21 nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso (prevendita presso la Fondazione, ore 9-13, 14-18, da giovedì 7 novembre).

Nell’autunno del 2018 la montagna bellunese è stata messa alla prova dal maltempo, ma la sua cultura continua a radicarsi tra le valli, grazie a donne e uomini che si impegnano a mantenerla viva. La celebre artigiana e fisarmonicista Francesca Gallo ci accompagna in un viaggio alla scoperta degli alberi e della cultura agordina, fatta di musica, danze e antichi mestieri. Un lavoro di comunità che fa risuonare, limpida e vitale, La Voce del Bosco. Francesca costruisce fisarmoniche nella sua piccola bottega di Treviso, ereditata da papà Luciano, che le ha trasmesso la passione per la musica tradizionale e per il lavoro artigiano. È rimasta l’ultima artigiana in Italia a realizzare completamente a mano armoniche a mantice, fisarmoniche e organetti in legno. Le sue creature sono ambite da fisarmonicisti del panorama internazionale e finiscono sui palcoscenici più importanti del mondo, ma nascono nel bosco. L’attività di Francesca, infatti, inizia dall’individuazione di quelli che lei stessa definisce “gli alberi che cantano”, quegli alberi che successivamente trasformerà in strumenti musicali.

Francesca seleziona i “suoi” alberi nei boschi dell’Agordino, una delle zone più colpite dall’ondata di maltempo che nell’autunno del 2018 ha messo a dura prova la montagna veneta, distruggendone buona parte del patrimonio arboreo. Francesca ci accompagna in un viaggio alla scoperta delle donne e degli uomini che in quelle terre hanno scelto non solo di fissare la propria dimora e di radicare la propria esistenza, ma anche di coltivarne i mestieri, di valorizzarne la cultura, di rigenerarne le tradizioni. Tra essi c’è Attilio, sapiente artigiano del legno, che con le travi recuperate dei tabià di Cogul del XVI secolo realizza piccole ma incredibili sculture. C’è Paolo, giovane e vivace liutaio, che ha scelto di svolgere la propria attività nella pace di Garès. E poi ci sono Antonia, che ha riscoperto l’arte della filatura e della tessitura e la trasmette alle giovani donne agordine; il Tita, che scava il legno fino a ricavarne gli “Olt da Riva”, le grottesche maschere in legno da sfoggiare a carnevale. C’è Dunio, il celebre muralista che narra nelle sue opere le storie della vallata; c’è Sara, giovane ricercatrice che indaga il rapporto tra letteratura e montagna.

E c’è anche Mayra, che ha voluto mantenere il pascolo del nonno, scontrandosi con le quotidiane difficoltà della vita in montagna. Vecchi e giovani, donne e uomini, tutti con storie diverse da portarsi dietro, ma tutti che si muovono ai margini del bosco e che ogni giorno lo vivono e ne ascoltano la voce. Quella voce che sgorga, gioiosa e malinconica, affascinante e inquietante, dall’opera di donne e uomini che continuano a legarsi tra di loro in forma di comunità. Quella stessa comunità che si manifesta, vitale e unita, durante la Zinghenesta, il carnevale che anima le strade e le piazze di Falcade e Canale d’Agordo.

Il racconto ci porta tra le valli, lungo i sentieri, sull’orlo dei dirupi, nei borghi abitati da poche decine di abitanti, al cospetto di alberi sconosciuti ai più, ma carichi di valori simbolici, storici e affettivi. Con Francesca, ascolteremo il bosco e scopriremo i suoi alberi, quelli che cantano. Ammireremo il ritratto delicato, poetico, del mondo dolomitico agordino, e più in generale della montagna bellunese: viva, dignitosa, laboriosa, burbera e saggia. Osservando le montagne, tenteremo di ascoltare e comprendere La Voce del Bosco.

La rassegna proseguirà mercoledì 20 novembre alle ore 21 con The Climate Limbo di Elena Brunello, Paolo Caselli e Francesco Ferri (Italia, 2019, 40’). Interverranno i registi Paolo Caselli e Francesco Ferri.
Si concluderà mercoledì 4 dicembre alle ore 21 quando sono in programma la proiezione di Cirri di ventu. Agricoltura eroica a Pantelleria di Nicola Ferrari (Italia, 2017, 68’), commentata dal regista Nicola Ferrari e Giuseppe Barbera, docente di Colture arboree all’Università di Palermo, membro del consiglio direttivo del Parco Nazionale Isola di Pantelleria; e a seguire, Terre di mezzo di Maria Conte (Italia, 2018, 12’), che presenterà il suo pluripremiato cortometraggio, vincitore, tra gli altri, del premio Student Narrative al Women’s Film Festival 2019 di New York e del premio Fiativeneto al Festival Internazionale del Cortometraggio Fiaticorti di Istrana 2019.

Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso.
Ingresso unico 5 euro.
Mercoledì 6 novembre, sold out.
Per la proiezione del film La Voce del Bosco di mercoledì 13 novembre è possibile acquistare i biglietti in prevendita presso la segreteria della Fondazione, a partire da giovedì 7 novembre (dal lunedì al venerdì ore 9-13 e 14-18).

Per le scuole è possibile riservare posti per un’intera classe o per gruppi di studenti: perlascuola@fbsr.it
Schede informative consultabili nel sito: www.fbsr.it
Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, T 0422 5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it
Ufficio stampa: Silvia Cacco, T 0422 5121, silvia.cacco@fbsr.it

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