Rimesso a nuovo il Museo di Storia Naturale di Venezia!

Il 10 marzo 2010 il Museo di Storia naturale di Venezia riapre al pubblico!!! Una sede rinnovata e accogliente per l’educazione scientifica e naturalistica delle nuove generazioni. E’ un allestimento nuovo e suggestivo, lungo undici sale al primo piano del Fondaco dei Turchi. Nuove aree di accoglienza al piano terra, con un giardino recuperato per il museo e per la città. Un approccio museologico e un impianto museografico moderni e originali e altri programmi di ampliamento.

Dopo i lavori di restauro globale che hanno interessato l’edificio negli ultimi anni, consentendone il risanamento e l’adeguamento impiantistico, e dopo il completamento del restauro delle collezioni, si è conclusa una fase importante del nuovo riallestimento. Riapre al pubblico, in uno dei palazzi più noti della città, un museo radicalmente rinnovato, che da un lato recupera e riqualifica la tradizione scientifica e didattica, dall’altro sperimenta e propone, sul piano dei contenuti e dell’allestimento, strumenti e metodi nuovi, frutto del lavoro di un gruppo affiatato che comprende, a fianco dei responsabili scientifici del museo, architetti e professionisti della comunicazione.

Il NUOVO MUSEO
Valorizzare i reperti individuando temi e percorsi che ne sviluppino le potenzialità didattiche; mediare la complessità dei concetti attraverso una comunicazione attiva a più livelli, primo tra tutti quello esperienziale: nel progettare il nuovo museo, il continuo intreccio e l’integrazione tra questi elementi hanno condotto a un’elaborazione originale, in cui contenuti, allestimento e comunicazione concorrono a coinvolgere il visitatore, a stimolarne l’attenzione, l’attitudine critica a porsi domande, creare collegamenti, cercare risposte, comprendere per deduzione le strutture essenziali del metodo scientifico. Su queste basi, per il riallestimento sono state concepite e sviluppate – grazie alla vastità e all’ampiezza delle collezioni – tre diverse aree tematiche.
1. Sulle tracce della vita ovvero la paleontologia
2. Raccogliere per stupire, raccogliere per studiare ovvero l’evoluzione del collezionismo naturalistico
3. Le strategie della vita ovvero forma e funzione negli esseri viventi. In ciascuna, l’allestimento e le finalità sono molto diverse, pur nella sostanziale omogeneità metodologica che caratterizza l’impostazione generale.

Piano terra
Al piano terra, sono stati acquisiti e recuperati importanti spazi: innanzitutto il giardino, ricavato in un’area all’aperto inutilizzata da molti anni, che è stata inglobata nelle pertinenze del museo, risistemata con zone erbose, siepi, piantumazioni offrendo un importante valore aggiunto per l’intera area urbana circostante.

Dal giardino si accede al piano terra del palazzo, il cui porticato interno è stato dotato di vetrate parzialmente apribili, in modo da poter ospitare sia alcuni dei servizi essenziali come il punto informativo, la biglietteria, il museumshop, sia, nelle lunghe ali est e ovest, nuove, interessanti funzioni: da un lato un ampio spazio per mostre temporanee, dall’altro la galleria dei cetacei, ovvero l’esposizione, a soffitto, degli scheletri di una grande balenottera, di un capodoglio e di altri piccoli cetacei. Questa soluzione rende percorribile e suggestivo lo spazio sottostante, utilizzabile anche per attività di aggregazione.

Il piano terra continua inoltre a ospitare altre aree e funzioni:
a) l’Acquario delle Tegnùe, con pesci, molluschi, crostacei e altri organismi tipici delle particolari zone rocciose sommerse al largo del litorale veneziano (le Tegnùe, appunto), e il gioco “sottAcqua”, suo
complemento didattico
b) la sala conferenze
c) lo spazio per le attività educative
d) la biblioteca
e) il laboratorio di tassidermia e preparazione biologica
Include quindi, oltre alle aree aperte al pubblico, anche spazi dedicati a importanti attività scientifiche e di
ricerca, accessibili solo agli addetti ai lavori.

Primo Piano (ammezzato)
Le aree di questo piano – per le quali è già pronto un progetto di ulteriore ampliamento delle aree espositive con una sezione dedicata alla laguna di Venezia – ospitano depositi di conservazione delle collezioni, laboratori scientifici, un ulteriore spazio per le attività educative e le sale delle associazioni naturalistiche collegate al museo.

Secondo Piano
Interamente adibito a spazio espositivo, ospita le tre grandi sezioni del museo, che affrontano la Storia Naturale da tre diversi punti di vista, con un approccio museologico nuovo e interessante, non privo di stimoli all’avanguardia, pur mantenendo strette connessioni con l’attività e la tradizione scientifica del Museo e della città.

SULLE TRACCE DELLA VITA ovvero la Paleontologia.
Il percorso si svolge con la guida dei fossili, che costituiscono le tracce fondamentali per comprendere la formazione e la storia della vita sulla terra, dalla comparsa dei primi organismi viventi visibili a occhio nudo (700 milioni di anni fa) a quella dell’uomo (Homo sapiens), 40 mila anni fa e si sviluppa in quattro sale e tre sottosezioni.
1. Alla ricerca dei dinosauri
La prima sala, di grande effetto scenico, è quella dedicata alla Spedizione Ligabue che nel 1973 portò alla
luce vari reperti di oltre 100 milioni d’anni fa tra cui lo scheletro quasi intero di un dinosauro di oltre 7 metri, Ouranosaurus nigeriensis, e il cranio del gigantesco coccodrillo Sarchosuchus imperator. Già allestita come unità espositiva a sé stante, diventa ora il portale d’accesso a questo settore e introduce il visitatore al tema dei fossili, trattato nella successiva sottosezione
2. Creature di pietra (i fossili)
Vengono qui affrontati alcuni argomenti tipici della Paleontologia, dalla formazione dei fossili alla loro interpretazione, partendo dall’immaginario collettivo passato e presente, fino ad arrivare alla più rigorosa definizione scientifica attuale, alle possibili eccezioni e curiosità. La complessità dei contenuti è mediata da apparati di comunicazione e dalla possibilità di sperimentazioni pratiche e interattive

3. Il cammino della vita
Compreso il concetto e il ruolo dei fossili, è possibile “camminare nel tempo”, seguendo le loro tracce: un percorso cronologico che si snoda attraverso le sale mostrando esempi significativi di fossili, ricostruzioni di organismi e ambienti nei diversi periodi geologici. Gli icnofossili, cioè impronte fossili lasciate da diversi organismi nel corso dell’evoluzione, di cui il Museo possiede una ricca e originale collezione, accompagnano il visitatore lungo questo particolare viaggio, che inizia dalla comparsa della vita sulla Terra e arriva all’evoluzione dell’uomo. Una fascia attrezzata segue tutto il percorso scandendo il passare del tempo geologico, con una successione di testi e immagini che descrivono le variazioni della posizione geografica di oceani e continenti nel corso delle Ere geologiche (Paleogeografia).

RACCOGLIERE PER STUPIRE, RACCOGLIERE PER STUDIARE, ovvero l’evoluzione del collezionismo naturalistico. Particolarmente interessante dal punto di vista museologico, questa sezione offre un singolare percorso che illustra l’evoluzione puntuale del collezionismo naturalistico, da raccolte costituite con finalità che rispondono a motivazioni prevalentemente estetiche (ovvero raccogliere per stupire) alla raccolta e classificazione scientifica (ovvero raccogliere per studiare). E’ dedicata agli esploratori di ieri e di oggi, alle collezioni e ai Musei di Storia Naturale e si articola in sei sale e due sottosezioni:

1.Esploratori veneziani
Ricche e suggestive, tre sale presentano le straordinarie collezioni di Giovanni Miani e Giuseppe De Reali, singolari figure di esploratori veneziani vissuti tra Ottocento e inizio Novecento, in un contesto culturale e storico particolare, tra positivismo e nascente colonialismo italiano. La prima è dedicata a Giovanni Miani, esploratore dell’alto Nilo e poliedrico studioso, che donò alla città nel 1862 i materiali raccolti nella spedizione conclusa solo due anni prima. Essi ne costituiscono ancor oggi una delle collezioni più importanti, universalmente nota sia per lo studio dell’etnologia africana di metà Ottocento sia per il valore storico.

L’allestimento ricostruisce l’originaria disposizione della sala, ricalcando sostanzialmente quella proposta dallo stesso Miani in un disegno autografo del 1865. Le due sale successive sono dedicate alla collezione africana di Giuseppe De Reali, raccolta in 12 viaggi compiuti tra l’Africa settentrionale e sahariana ed equatoriale tra il 1898 e il 1929. Donata dagli eredi nel 1937, subito dopo la morte del conte, la collezione venne riordinata in queste stesse sale secondo il modello espositivo voluto da De Reali per la sua villa di Dosson, la cui suggestione viene riproposta anche nel nuovo allestimento.

Segue una sala dedicata a Giancarlo Ligabue, grande esploratore e collezionista di oggi, profondamente legato al Museo. Vi sono esposti reperti archeologici appartenenti al Centro Studi Ricerche Ligabue (CSRL) e relativi a diverse campagne di scavo. Uno spazio è inoltre riservato a una particolarissima, piccola collezione di “trofei”, costituiti da crani umani, variamente incisi o decorati, provenienti dalla Nuova Guinea.

2. Museo e scienza
Collegata allo sviluppo delle esplorazioni geografiche è la nascita dei musei naturalistici per la necessità di raccogliere, ordinare e studiare la straordinaria varietà di organismi e prodotti naturali già noti o che per la prima volta si presentavano agli occhi dell’uomo moderno. La sottosezione, dopo aver illustrato questo collegamento, affronta appunto il tema dell’evoluzione della museologia naturalistica, articolandosi in due sale.

Nella prima, ricavata nella torresella ovest, è suggestivamente ricostruita una Wunderkammer, ovvero la cinquecentesca Camera delle Meraviglie in cui si affollavano oggetti preziosi, rari, bizzarri, grotteschi o mostruosi, con lo scopo di stupire il visitatore, classificati in “Mirabilia”, “Artificialia”, “Naturalia”. Dall’esposizione di un campionario di meraviglie o stranezze della natura, si passa poi, con l’avvento del metodo scientifico, alla raccolta di reperti finalizzata alla classificazione, allo studio e all’interpretazione di fenomeni naturali.

Fin dalla sua ottocentesca fondazione, il museo di Storia Naturale di Venezia ha costituito un esempio di questo genere di approccio, cui è dedicata tutta la grande sala sul Canal Grande. Le principali collezioni storiche del Museo (uccelli, pesci, minerali, preparati anatomici, reperti conservati in liquido, ecc.) sono qui esposte rievocando stili e canoni espositivi d’epoca, seguendo un criterio sistematico, in un unico lunghissimo e alto armadio-espositore in legno, suddiviso in vetrine a più piani, insieme alla strumentazione scientifica e alle pubblicazioni dei numerosi naturalisti che con il loro lavoro e le loro collezioni ne hanno arricchito il patrimonio.

LE STRATEGIE DELLA VITA ovvero forma e funzione negli esseri viventi.
La sezione offre una nuova chiave di lettura della complessità della natura e delle forme viventi, analizzata attraverso le strategie di sopravvivenza elaborate dalle diverse specie. La particolarità dei temi scelti, ma ancor più la modalità della loro trattazione richiede al visitatore un ruolo attivo, anche attraverso l’interazione con l’apparato allestitivo. L’obiettivo fondamentale è quello di rendere il visitatore partecipe di un processo deduttivo che gli consentirà di acquisire, direttamente dall’esperienza della visita, la capacità di porsi domande e fornirsi risposte credibili, guidato in un percorso inusuale ed accattivante, pur su tematiche apparentemente complesse.

3
La prima sottosezione, dedicata a “Forme e Funzioni” evoca, con un efficace apparato multimediale, la ricchezza della biodiversità e l’enorme complessità delle strategie della vita sulla terra, con effetti in qualche misura simili a quelli della wunderkammer, ma con intenti e linguaggi radicalmente diversi. All’interno di tale complessità vengono individuati, tra i molti possibili, due argomenti fondamentali, il movimento e la nutrizione, che saranno oggetto in seguito di ulteriori articolazioni in sottosezioni.

Terzo piano
Hanno sede qui la Direzione, gli Uffici, il Servizio monitoraggio ambientale e altri depositi di conservazione delle collezioni.

IL PALAZZO
Il Fondaco dei Turchi, che si affaccia con un’imponente fronte sul Canal Grande, è uno dei più noti edifici civili di Venezia. Risale, nelle strutture essenziali, al XII-XIII secolo: il doppio loggiato in stile cosiddetto veneto-bizantino sottolinea la funzione di luogo di raccolta e vendita delle merci, simbolo della vocazione mercantile della città, mentre le torri angolari ancora richiamano tipologie difensive di ascendenza altomedievale. Il fastosopalazzo, già appartenuto alla famiglia Pesaro e agli Estensi, in cui, secondo la tradizione, soggiornarono personaggi come Lucrezia Borgia o Torquato Tasso, divenne nel 1621 emporio e centro commerciale dei mercanti Turchi a Venezia, e tale rimase fino al 1838.

L’attuale aspetto è dovuto a un radicale intervento di restauro effettuato nel secondo Ottocento: acquistato dal Comune per farne la sede del Museo Correr, fu allora anche ampiamente e massicciamente rimaneggiato. Quando, nel 1922, le collezioni d’arte e di storia furono trasferite a palazzo Reale in piazza San Marco, nel fontego rimasero quelle naturalistiche ed etnografiche. Qui veniva istituito, nel 1923, il Museo di Storia Naturale, aperto al pubblico nel 1928, in cui confluirono anche altre raccolte, tra cui quelle dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti.

LE COLLEZIONI E LA BIBLIOTECA
Oltre due milioni di pezzi costituiscono oggi il vasto, ricco e delicato patrimonio del Museo, grazie a importanti donazioni, depositi o acquisizioni diverse che, nel tempo, ne hanno a più riprese incrementato il nucleo originario. Molteplici sono le collezioni zoologiche, tra cui quelle di uccelli, di molluschi, di insetti (la raccolta di imenotteri è una delle maggiori al mondo); in ambito botanico, di particolare rilievo sono gli antichi erbari, l’algarium, la raccolta micologica.

Notevole anche la collezione di piante e pesci fossili provenienti da Bolca, il giacimento fossilifero italiano più famoso nel mondo, i cui reperti – risalenti a oltre 50 milioni di anni fa – uniscono alla grande rilevanza scientifica una forte suggestione estetica. Tra le raccolte ottocentesche, oltre a quella mineralogica, si segnala quella di preparati anatomici (oltre 2000 esemplari dei più svariati animali, approntati spesso con tecniche inedite e segrete); tra le acquisizioni più recenti, è la celebre e ricca collezione del paleontologo ed etnologo veneziano Giancarlo Ligabue, che comprende l’Ouranosaurus nigeriensis, dinosauro erbivoro del Cretacico eccezionalmente ben conservato e i resti del gigantesco coccodrillo Sarchosuchus imperator.

Ma il vasto insieme del patrimonio del museo abbraccia anche settori che esulano dalla vera e propria storia naturale: preziosa e affascinante è, ad esempio, la raccolta dei modelli di imbarcazioni e strumenti di pesca in uso nella laguna di Venezia, donata nel 1880 dal conte Alessandro Pericle Ninni e realizzata da Angelo Marella; rari e importanti i reperti etnografici ottocenteschi provenienti dai viaggi di Giovanni Miani alla ricerca delle sorgenti del Nilo; bizzarra e imponente la collezione di trofei di caccia di Giuseppe De Reali, raccolti tra il 1898 ed il 1929 in Africa orientale e Congo.

Non mancano, in questo enorme repertorio, curiosità come i due Basilischi (animali fantastici costruiti ad arte con parti di animali diversi, e spacciati per veri), rispettivamente del XVI e XIX secolo, o la straordinaria imbarcazione medievale ricavata da un tronco di rovere e rinvenuta a fine Ottocento durante lavori di scavo ai margini della laguna veneziana. Unica nel suo genere a Venezia è, poi, la vasta biblioteca scientifica, ricca di oltre 40 mila titoli e 2500 periodici, impreziosita da numerose edizioni cinquecentesche e seicentesche e dai manoscritti ottocenteschi di Nicolò Contarini e di Giandomenico Nardo, aperta agli studiosi e consultabile anche mediante schedatura
informatica.

L’ATTIVITÀ SCIENTIFICA
Il museo di Storia Naturale di Venezia è un’istituzione culturale e scientifica di rilevante interesse e importanza. Coordina e realizza attività di ricerca in laboratorio e sul territorio, nell’ambito di progetti propri o svolti in collaborazione con i principali Enti e Istituzioni del settore. Di particolare rilievo sono il monitoraggio e le ricerche sulla laguna di Venezia e la sua fauna; l’indagine sulla diffusione delle specie alloctone marine e lagunari; i censimenti ornitologici; il supporto tecnico-scientifico nell’attività di repressione del commercio di specie protette e in estinzione.

Gli esiti delle attività di ricerca trovano spazio nella pubblicazione annuale del Bollettino e dei Quaderni del Museo di Storia Naturale di Venezia, mentre i dati faunistici desunti da tali attività o dalla schedatura delle collezioni zoologiche o dallo spoglio di una ricchissima bibliografia sono raccolti in database, preziosi strumenti per l’approfondimento e l’indagine in diversi campi: la banca dati delle specie animali della Laguna di Venezia, ad esempio, comprende schede relative a oltre 9 mila specie animali del territorio, offrendo un quadro immediato della fauna presente, attualmente o in passato, nell’area veneziana, con varie indicazioni ecologiche ed una aggiornata bibliografia per ogni specie.

Altro settore oggetto di raccolta dati è quello, oggi cruciale, delle specie alloctone, con particolare riferimento alle specie marine del Mediterraneo e agli Insetti Coleotteri in Italia ed Europa. Data la particolarità del Museo, esso funge inoltre da importante punto di riferimento sul territorio, fornendo sia supporto alle attività delle associazioni naturalistiche, sia consulenze specialistiche sulle materie di pertinenza, tra cui l’identificazione di organismi pericolosi o dannosi, o il corretto intervento nei casi di rinvenimento di animali feriti o spiaggiati (uccelli, delfini, tartarughe marine, ecc.). Da menzionare, infine, il laboratorio di disegno scientifico naturalistico che consente, tra l’altro, di implementare costantemente il Gabinetto Stampe e Disegni annesso alla biblioteca.

LE ATTIVITÀ DIDATTICHE
Da sempre particolarmente curate, le attività didattiche del museo si svolgono con continuità e costituiscono un punto di riferimento fondamentale per le scuole del territorio, con lavoratori e attività rivolte anche alle famiglie. Il Museo organizza inoltre conferenze, proiezioni, corsi e convegni in collaborazione con Istituzioni e
Associazioni scientifiche diverse.

LE ASSOCIAZIONI NATURALISTICHE
Il Museo ospita infine la sede di alcune associazioni naturalistiche attive e operanti sul territorio veneziano di prestigio (Società Veneziana di Scienze Naturali; Società Veneziana di Micologia; Associazione Faunisti Veneti; Tethys Research Institute, oltre a una sala a disposizione del Centro Studi e Ricerche Ligabue). Le associazioni possono utilizzare la biblioteca, hanno accesso alle collezioni, collaborano alle variegate attività scientifiche e didattiche del Museo, ne utilizzano gli spazi per aggregazione ed attività sociali.

IL LOGO
Pur inserito nel vasto e articolato sistema che fa capo alla Fondazione
Musei Civici di Venezia, il Museo di Storia Naturale vanta una sua “unica
specificità”, è collegato al grande network internazionale del suo settore ed è, nel sistema, la sola istituzione dedicata alle scienze naturali. Per questo si è ritenuto opportuno individuarne un simbolo distintivo proprio, pur mantenendo i legami con il resto del sistema sia a livello di immagine che per tutti i servizi di comunicazione.

INFORMAZIONI GENERALI
Sede
Museo di Storia Naturale di Venezia, Santa Croce 1730, Venezia
Apertura al pubblico: Mercoledì, Sabato e Domenica, da mercoledì 10 marzo 2010
Orario: mercoledì 9 – 17, sabato e domenica 10 – 18, orari in vigore dal 10 marzo al 31 ottobre. (la biglietteria chiude un’ora prima), chiuso lunedì, martedì, giovedì, venerdì
Biglietti:
Intero 4,50 euro
Ridotto 3,00 euro
Ragazzi da 6 a 14 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi; studenti* dai 15 ai 25 anni;
accompagnatori (max. 2) di gruppi di studenti; cittadini ultrasessantacinquenni; personale* del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice; soci FAI
Gratuito
Residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con
accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; capigruppo
(gruppi di almeno 15 persone previa prenotazione); membri I.C.O.M.
*è richiesto un documento
Visite guidate, attività educative e laboratori su prenotazione
Attività educative e laboratori, tel 041.2700370
Visite guidate, tel. 041 2750206
INFORMAZIONI
http://www.museiciviciveneziani.it
http://www.msn.ve.it
Partner Istituzionale
Fondazione Musei Civici di Venezia

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