Archivi categoria: Storia dell’Arte

La Scuola Veneta del Quattrocento: la pittura tonale dei Grandi!

La Venezia di fine Quattrocento viene descritta nelle cronache contemporanee come la più bella e trionfante città del mondo. Grandi rapporti, sia commerciali che artistici, sono tenuti con la Germania e i paesi del Nord, molte sono inoltre le opere “ponentine” presenti nelle collezioni private veneziane. Nel 1495 è attestato il primo viaggio di Albrecht Dürer a Venezia, nel 1496 viene posto in opera, in campo Santi Giovanni e Paolo (San Zanipolo), il “Monumento equestrea Bartolomeo Colleoni”, ideato da Andrea del Verrocchio. L’opera creò moltissima attesa, poiché monumenti di questo tipo non erano stati realizzati in Italia dopo il “Gattamelata” di Donatello a Padova (1447-1453). Continua la lettura di La Scuola Veneta del Quattrocento: la pittura tonale dei Grandi!

L’ultimo dei Romantici, il primo dei Moderni: Gustave Courbet!

Considerato il maestro del realismo ottocentesco, Gustave Courbet (Ornans 1819 – La Tour de Peilz 1877) concepisce l’arte come mezzo di trasformazione del mondo. Nato in Francia da un padre a metà tra il signorotto di campagna e il contadino laborioso e operoso, con un nonno materno fedele ai principi della rivoluzione del 1789, Gustave respira, fin da bambino, il clima infuocato della Franca Contea degli anni Trenta del XIX secolo, caratterizzato da ondate di scioperi e dal diffondersi degli ideali socialisti. Continua la lettura di L’ultimo dei Romantici, il primo dei Moderni: Gustave Courbet!

Alla finestra della storia dell’arte internazionale si affaccia un Genio semisconosciuto: Pordenone Montanari!

Italiano, 73 anni, da molti vive isolato. Pordenone Montanari è il nuovo genio dell’arte. Più di 500 lavori “rivoluzionari” conservati in una casa piemontese riscriveranno la storia dell’arte del dopoguerra in Italia di Dalya Alberge. Le opere di un eccentrico artista italiano che ha vissuto in volontario isolamento per 18 anni stanno per essere messe in mostra a Londra, dopo essere state salutate come “un contributo straordinario all’arte europea del dopoguerra”. Continua la lettura di Alla finestra della storia dell’arte internazionale si affaccia un Genio semisconosciuto: Pordenone Montanari!

La scultura moderna: un affare da Primitivi!

Edmund Wilson detto Bunny, guru delle lettere americane e mitico editor di Hemingway e Fitzgerald, scrisse un saggio sull’origine della cultura del suo Paese intitolato, “Dovuto agli Irochesi”. Ora, un saggio dedicato alle origini della scultura potrebbe, analogamente, essere intitolato “Dovuto agli Africani”. Sottintendendo il debito scontato verso gli antichi egizi, i cicladici e gli etruschi. Continua la lettura di La scultura moderna: un affare da Primitivi!

Eccentriche, americane e dotate di grande fiuto: le Collezioniste d’arte del Novecento.

Libere, stravaganti, raffinate. Talvolta persino eccessive. Dotate di grande fiuto o, più semplicemente, ben consigliate. E, soprattutto, anche tanto, tanto ricche. Sono le signore dell’arte della prima metà  del secolo: le collezioniste. Ovvero le americane innamorate delle avanguardie artistiche. Continua la lettura di Eccentriche, americane e dotate di grande fiuto: le Collezioniste d’arte del Novecento.

Il D’Artagnan della matita che vestì il “New Yorker” per 60 anni: Saul Steinberg!

“Slideshow”, opera di Saul Steinberg, copertina del “New Yorker” nel 1972 e nel 1992.

Con le sue celebri copertine per il “New Yorker” ha scritto e commentato, per più di mezzo secolo, la storia del Novecento. E’ stato un arguto storico dell’età  contemporanea, Saul Steinberg (1914-1999): così come, sempre con la matita da disegno in mano, è stato un narratore, un filosofo, un architetto, un castigamatti. Insomma, un artista mirabile e multisfaccettato: un semiologo dell’illusionismo, un filosofo della linea, un sociologo e anche un poeta del segno. Soprattutto un impenitente ed indomabile “enfant terrible”. Forse perchè, come egli scrisse, la linea nera dei suoi disegni risaliva all’infanzia, era una sorta di scrittura ininterrotta che datava dai suoi giorni analfabeti. Continua la lettura di Il D’Artagnan della matita che vestì il “New Yorker” per 60 anni: Saul Steinberg!

L’Artista che cercò la Luce e trovò il Colore: l’olandese Jan Vermeer!

L’estatica “Donna con brocca” di Jan Vermeer.

Il posto di Jan van der Meer, al secolo Jan Vermeer (Delft 1635-1675), nella storia dell’arte ha dato luogo a tesi diverse, tra le quali, certune hanno sminuito il suo ruolo, non vedendo in lui che un pittore di genere, un realista, o ancora, un ceramista, che impiegava colori di maiolica per i suoi personaggi, come per gli oggetti. Ma simili teorie travisano la vera natura di un artista straordinario. Che svolga soggetti familiari, ritratti, paesaggi, o anche come ai suoi esordi, temi mitologici o religiosi, egli ha apportato un elemento, del tutto nuovo, nella pittura dei Paesi Nordici: la rivelazione dell’idea platonica della pittura in sè. Continua la lettura di L’Artista che cercò la Luce e trovò il Colore: l’olandese Jan Vermeer!

Solitaria, introversa, sfuggente: Gwen John e il suo intimismo pittorico!

Gwendolen John nacque il 22 luglio del 1876 a Pembrokeshire, nel Galles. Era sorella maggiore del fantasmagorico, prolifico pittore Augustus John, il quale, nonostante una carriera più ricca di pubblici riconoscimenti e di guadagni, negli ultimi anni si dice affermasse: “Fra cinquant’anni ci si ricorderà di me solo come del fratello di Gwen John”. Certo la fortuna della pittrice, che lei vive, fu rilevante benché di non vasta portata, negli anni recenti si è considerevolmente allargata. Continua la lettura di Solitaria, introversa, sfuggente: Gwen John e il suo intimismo pittorico!