Etnografia d’eccellenza al Museo dell’Uomo di Susegana (TV)!

Nuova linfa culturale per il Museo dell’uomo di via Barriera, sulle colline suseganesi. Il Natale 2010 ha sortito un prodigio da non trascurare, sul fronte di una rinnovata frequentazione da parte del pubblico. Un fermento d’iniziative socio-educative hanno rivitalizzato l’attività quasi quarantennale dell’istituzione privata di carattere etno-scientifico, voluta e fondata dal collezionista-filantropo Alberto Cosulich nel 1972, dedicata alla civiltà contadina e alla maestria artigianale di un tempo. Nel dettaglio, ci riferiamo a una serie di laboratori didattici di natura ludico-creativa, con cadenza annuale, destinati all’infanzia.

Nel periodo prenatalizio e per l’epifania gli incontri pomeridiani coinvolgono, con crescente riscontro, bimbi in età scolare, nella scoperta della manualità e dell’abilità pratica, strettamente legate alle sezioni “giochi antichi” e “mestieri artigianali” del museo. Attorno ai laboratori si promuovono corsi di aggiornamento per gli insegnanti e visite di approfondimento per le classi dei vari istituti scolastici presenti nella Provincia, nell’ambito dei corsi di storia locale ed educazione tecnica.

Un museo da sempre vicino ai più piccoli, impegnato nella promozione e nella valorizzazione d’iniziative per lo sviluppo armonioso e la tutela sociale dell’infanzia. Un “cursus honorum” dalle alterne fortune, quello del museo di via Barriera. Nasce con la denominazione “Museo del vino” in una tipica casa colonica collinare, con la ricostruzione filologica d’ambienti d’epoca. Spicca la forte vocazione a salvaguardare l’identità rurale locale, che rispecchia saperi e tradizioni del genius loci e può contare su una ricca e documentata collezione di utensili, attrezzi, arnesi, fabbricati anche con materiale millenario (legno d’ulivo).

Dopo un periodo di oblio negli anni Ottanta, nel 1991 viene ampliato con la costruzione di un ulteriore edificio, che diventa il fulcro del passaggio dalla fase rurale a quella artigianale: dai campi alla bottega, dalle stalle alle filande, dalla mungitura a mano al telaio industriale, dai vigneti alle fucine dei fabbri. Dal 2001 al 2004 le attività gestionali e organizzative vengono rette, per una parentesi triennale, dall’Associazione coneglianese “Artestoria”. Oggi una seconda giovinezza culturale, sotto la scrupolosa curatela della dottoressa Elisabetta Bianchetto.

“Il museo si suddivide in due macroaree espositive, all’interno di due case coloniche contigue- spiega la curatrice- nella prima si spazia dagli ambienti di un tempo, come una vera cucina con il “foghér”, il “secèr” e la camera da letto di una volta, alle stanze contenenti strumenti per il lavoro nei campi (mais, frumento, fieno…), nel bosco, strumenti per la coltivazione del baco da seta, i pesi e le misure ed infine un’ampia sala all’ultimo piano con oggetti e strumenti per il lavoro con gli animali e il loro allevamento”. “Nella seconda oltre alle botteghe dei macellai, dei bottai e dei fabbri- continua Elisabetta- è possibile venire a contatto con la vita dei bambini di una volta nella ricostruzione della “classe 2 C”, dei giochi e dello sport”. A completamento della visita il viaggio s’addentra nelle radici storiche delle genti venete. Tre sezioni specifiche per indagare gli antenati: i Paleoveneti, i Romani e la Repubblica di Venezia. Per il 2011 il museo prepara un carniere corposo di proposte.

“Sabato 8 gennaio 2011 si sono conclusi i laboratori didattici con l’appuntamento “Nella calza della Befana”, affiancato dal progetto Pigotta dell’Unicef, prossimamente sarà, inoltre, disponibile all’interno della sede, dopo un accurato restyling, una nuova sala predisposta per mostre temporanee, serate cultuali, meeting, degustazioni vini- illustra la responsabile Bianchetto- e in primavera avvieremo una serie d’incontri culturali sull’arte locale a 360 gradi, dalla cucina, alla letteratura, alla pittura”. L’intenzione del Museo è anche quella di poter mettere a punto un qualificato programma culturale anche al visitatore adulto, non limitandosi alla sola visita dei locali. “Attualmente stiamo predisponendo alcuni eventi anche in collaborazione con “L’Osteria Veneta al Museo” che si trova adiacente al museo- conclude la dottoressa Bianchetto- tra questi eventi il più vicino è stato pensato per la serata di San Valentino, dove si coniugherà una romantica cena a lume di candela con la visita al museo il tutto in un’atmosfera d’altri tempi”. Il Museo dell’Uomo è aperto dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30, domenica dalle 15 alle 18, sabato su prenotazione (minimo 10 persone); biglietto 5,00 euro. Info. tel. 0438/738610.
Vostra Elena P.

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