GOSPEL BOOK REVISITED NEL CONCERTO D’ADDIO

“Tutto ciò che ha un inizio ha una fine” citando Matrix Revolutions, e questo vale anche per i Gospel Book Revisited, che Sabato 26 Febbraio alle 21 al Teatro San Francesco di Alessandria, saluteranno il loro pubblico ed i fan con un evento d’addio che rimarrà nella storia, per la formazione nata nel 2014 proprio all’ombra della Mole e fondata da Umberto Poli, che è anche l’anima autorale del progetto. Insieme a lui, Camilla Maina (voce, viola), Gianfranco Nasso (basso), Maurizio Spandre (piano, Hammond) e Stefano Prezzi (batteria).

«Il gruppo si scioglie per prendere strade musicali nuove, inedite. Questo non significa disperdere quanto di buono è stato accumulato in un arco di tempo lungo sette anni. La bellezza rimane, così come quel che si è seminato e raccolto insieme. Si tratta soltanto di mettere il punto, per il momento, a una storia bellissima. Nulla vieta che, in futuro, la scintilla dei Gospel Book Revisited possa tornare a vibrare, magari cambiando forma o – chissà – voltando del tutto pagina» dice Umberto Poli.

L’esordio dei Gospel Book Revisited in studio è stato con “Won’t You Keep Me Wild? Introducing Gospel Book Revisited” (Ep 2017). Poi nel 2018 “Stay Wild. Live on Tour 2017-2018”, disco dal vivo. Quindi, nel 2019, “Morning Songs & Midnight Lullabies”, il primo album ufficiale con ospiti come il chiatterista americano Luther Dickinson (North Mississippi Allstars, The Black Crowes), Cecilia, Fabrizio Poggi. Proprio da quest’ultimo lavoro prende il nome lo spettacolo che li vedrà a Teatro per un lungo e caldo saluto a tutti gli appassionati che li hanno seguiti in questi anni.

Nella serata d’addio, il programma prevede il meglio del catalogo della band, per salutare il pubblico che sceglierà di condividere la magia di quei momenti assieme a una delle formazioni più interessanti della scena rock blues indipendente degli ultimi anni. «La peculiarità della band è stata quella di muovere i primi passi da una nobilissima selezione di cover e brani altrui per arrivare, nel tempo, a costruire un’identità fortissima, un sound pressoché unico in Italia, con una manciata di canzoni inedite capaci di miscelare blues, soul, rock e canzone d’autore in maniera originale, appassionata, profondamente rispettosa delle radici e al tempo stesso moderna» conclude Umberto Poli, in arte UP.

Poi ognuno per la sua strada ma siamo sicuri che qualche lacrima scorrerà!
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Un concerto d’addio da non perdere!

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