Prima mostra personale in Italia di Lluis Lleó dal titolo “PITTORE AD ERCOLANO”

La Fondazione Ente Ville Vesuviane presieduta da Gennaro Miranda e il suo Consiglio Direttivo sono lieti di ospitare dal 27 gennaio nelle sale affrescate di Villa Campolieto la prima mostra personale in Italia di Lluis Lleó dal titolo “PITTORE AD ERCOLANO”, a cura di Maria Savarese in collaborazione con Ciro Delfino.

L’esposizione offre uno sguardo completo sulla produzione più recente dell’artista e sulla sua visione maturata nei trent’anni trascorsi a New York, segnando la sua prima presentazione in Italia in un contesto museale che racchiude la parte più nobile delle bellezze vesuviane.

“PITTORE AD ERCOLANO” si snoda lungo un immaginario viaggio itinerante che ripercorre le opere più significative di Lleó, esplorando il connubio tra figurazione e astrazione, con dipinti e sculture che trasmettono dicotomie quali lirismo-forza, presenza-trasparenza e ordine-caos. Abbracciando la tradizione mediterranea del romanico e il dialogo con la modernità americana, la mostra rivela la maestria dell’autore nell’uso di tecniche miste, supporti vari e strutture interattive che accolgono i visitatori in un’atmosfera d’incanto.

Il cuore della personale è l’installazione “The Perfect Year” che si staglia all’ingresso della Villa, folgorando i visitatori: una struttura circolare in acciaio, rivestita in terracotta, dipinta ad affresco e formata da 365 blocchi che compongono un percorso di vita personale. Iniziata nel 2008, dopo un anno dalla morte dell’amato padre, l’opera rappresenta un cerchio spazio-temporale che racchiude in un simbolico diario intimo paesaggi, date, presenze e assenze dell’artista.

Nato a Barcellona nel 1961, Lluis Lleó ha ereditato da suo nonno e suo padre la passione per i complessi artistici della Vall de Boí, in Catalunya, dove si trova la più alta concentrazione di architettura Romanica in Europa. La sua pratica artistica si distingue per l’applicazione della tecnica dell’affresco attraverso l’uso di pigmenti puri, fondendo scultura e pittura in un “organicismo pittorico spaziale”, tecnica a lui tramandata dal padre che visse per più di un anno in Italia, innamorandosi degli affreschi di Giotto, Cimabue e Piero della Francesca.

“Visitai Napoli per la prima volta all’inizio degli anni ’90. Me ne innamorai subito e capii che mio padre aveva ragione: niente al mondo eguagliava Ercolano” racconta l’artista, spiegando il suo legame con questa terra. La mostra esplora e testimonia la vocazione da architetto di Lleó e la sua continua ricerca verso nuove forme espressive, rendendo omaggio agli artisti che lo hanno ispirato come la statunitense Eva Hesse e lo scultore greco Jannis Kounellis.

Attualmente residente tra l’Ampurdan e le diverse destinazioni internazionali, Lleó è noto per il suo lavoro che sfida i confini tra astrazione e figurazione, portando avanti una pratica artistica radicata nella tradizione ma aperta alla contemporaneità. Le sue opere sono presenti nelle collezioni e nei musei di prestigio delle principali città del mondo. (annesso PDF). La sua unicità artistica gli è valsa la presentazione dell’opera pubblica “Morpho’s Nest in a Cadmium House”, esposta tra la 52esima e la 56esima strada di Park Avenue a New York (onore riservato solo ad una decina di artisti nella storia, tra cui Haring e Christo).

“PITTORE AD ERCOLANO” aprirà al pubblico dal 27 gennaio per i successivi due mesi.
Mostra Lluis Lleó

PITTORE AD ERCOLANO
Dal 27 Gennaio fino ai successivi due mesi.
Villa Campolieto
Corso Resina, 283 – 80056 Ercolano, NA
Orari: martedì-venerdì 10.00-18.00; sabato e domenica 10.00-13.00; lunedì chiuso

Note sull’artista
Lluis Lleó, artista poliedrico, rappresenta un connubio unico tra tradizione e modernità. Nato a Barcellona nel 1961, ha ereditato una profonda connessione con l’arte romanica e l’affresco da parte della sua famiglia. Già nel 1890 il bisnonno Joan Lleó dedicò la sua vita a dipingere affreschi sulle pareti e sui soffitti delle case signorili di Barcellona. Questa passione venne poi tramandata al nonno Lluis Lleó (1899-1982) e al padre Joan Lleó (1926-2007). Grazie a questo contesto famigliare di pittori-artigiani, Lluis sviluppò sin da giovane la sua formazione autodidatta, imparando le tecniche tradizionali attraverso il disegno e abbracciando una visione architettonica della pittura. Il suo impatto nell’arte contemporanea è stato notevole, soprattutto dopo essersi stabilito a New York nel 1989. Qui, Lleó ha sperimentato e abbracciato le correnti artistiche emergenti, dal movimento espressionista astratto al post-minimalismo. Questo dialogo tra le radici europee e la modernità americana ha conferito alla sua opera una dimensione unica e una voce distintiva. Durante gli anni ’80, Lleó ha intrapreso un percorso artistico caratterizzato da un’approfondita riflessione e lirismo. Le sue opere, spesso silenziose ma ricche di simbolismo architettonico, hanno trovato espressione su lastre metalliche attraverso l’arte dell’incisione.

La sua prima mostra individuale presso la galleria Arteunido di Barcellona nel 1988 ha segnato l’inizio di una carriera che lo ha portato a esporre in gallerie rinomate in tutto il mondo. La sua permanenza a New York gli ha consentito di entrare in contatto con le influenze trascendentali di artisti come Rothko e Agnes Martin, nonché con le innovazioni formali di Ellsworth Kelly e Jasper Johns. In questo contesto, Lleó ha ampliato il suo vocabolario artistico, abbracciando grandi formati e sperimentando con nuove tecniche, come la cera e l’affresco, insieme a supporti insoliti come la pietra, il legno e l’acciaio. La collaborazione con architetti di fama mondiale, come I. M. Pei, e il suo impegno nella scultura pubblica, visibile anche a New York su Park Avenue con l’opera “Morpho’s Nest in a Cadmium House” (2017), hanno evidenziato la sua capacità di integrare l’arte nello spazio architettonico. Le opere di Lluis Lleó sono parte di collezioni prestigiose e musei di rilievo a livello internazionale, testimonianza della sua influenza duratura nel panorama dell’arte contemporanea. La sua continua ricerca di espressione e la sua flessibilità nel dialogare con diverse forme artistiche ne fanno uno degli artisti più singolari e apprezzati della scena attuale.

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