URBAN LEGENDS riunisce alcuni degli artisti più iconici della scena contemporanea internazionale, da Andy Warhol a Keith Haring, da Jeff Koons a Banksy, passando per Shepard Fairey, Mr. Brainwash, Angelo Accardi e Mr. Savethewall. E punta a dialogare con pubblici differenti: collezionisti, appassionati, giovani generazioni e visitatori attratti dalla forza visiva e simbolica di queste opere, offrendo una riflessione sul modo in cui le immagini costruiscono desideri, identità, miti collettivi e memoria culturale.
«Dalla Pop Art alla Street Art, il confine tra arte, comunicazione, pubblicità, provocazione e cultura di massa si è progressivamente dissolto», osserva il curatore Luca Bravo. Che continua: «già Warhol aveva intuito che il futuro sarebbe appartenuto alle immagini ripetibili, mediatiche e universalmente riconoscibili. La Street Art, successivamente, ha portato questa rivoluzione fuori dai musei, dentro le città, nei muri, nello spazio pubblico e infine nei social media, trasformando l’arte in un’esperienza immediata, condivisibile e globale». E la rassegna si focalizza proprio sul fenomeno dell’arte che esce dagli spazi elitari per conquistare la strada, la cultura popolare e l’immaginario contemporaneo. Infatti le opere esposte raccontano un mondo in cui il simbolo visivo diventa linguaggio universale. I celebri riferimenti alla società dei consumi di Warhol, l’energia urbana di Haring, le riflessioni sul lusso di Koons, la ribellione poetica di Banksy, l’attivismo visivo di Obey, fino alle contaminazioni tra arte, ironia e cultura mediatica presenti nei lavori di Angelo Accardi, Mr. Savethewall e Mr. Brainwash costruiscono una narrazione potente sulla società contemporanea. E sul nostro rapporto quotidiano con le immagini.
Fra i lavori esposti a Palazzo Ragazzoni figurano pezzi che hanno lasciato il segno. Qualche esempio? Fiorucci wall, uno dei pannelli firmati da Keith Haring nei primi anni ’80 per il negozio milanese di Elio Fiorucci, lo stilista che grazie all’amicizia con l’americano si avvicina all’universo creativo pop. E accoglie nel punto vendita vicino a San Babila le sagome stilizzate, dinamiche e colorate, cifra stilistica del re del graffitismo. Nel percorso espositivo di Sacile ci sono anche i classici di Andy Warhol, caposaldo della Pop art a stelle e strisce: accanto a Marylin e alle zuppe Campbell fanno bella mostra i suoi fiori dai toni alti. Tocca quindi a Koons, con i suoi cagnolini e coniglietti, immediatamente riconoscibili, a cui si aggiungono gli omaggi ai grandi del passato come El Greco. È poi la volta delle opere create da Banksy, il grande inglese dall’identità misteriosa presente in provincia di Pordenone con icone quali Ragazza con il palloncino e Il ratto gangster. E non è tutto, perché ci sono le serigrafie preziose di Hirst, l’Einstein di Mr. Brainwash, le figure di Obey, legato fin da ragazzo all’ambiente degli skaters, le sculture coloratissime di Orlinski, riconoscibile per i suoi animali, le tele di Accardi, che citano Dalì, Van Gogh e Rotella. Chiudono l’iter le persone con testa animalesca di Mr. Savethewall e i legni scolpiti e decorati da Daniele Fortuna.
«Se il Novecento è stato il secolo delle grandi ideologie», precisa Bravo, «il nostro tempo è il secolo delle immagini. URBAN LEGENDS racconta proprio il potere che le immagini esercitano oggi nella costruzione del desiderio, dell’identità e della memoria». Infatti la rassegna nasce dalla volontà di raccontare come alcune immagini abbiano smesso di essere semplici opere d’arte, per «diventare simboli riconosciuti a livello globale. Sono immagini che sono entrate nello spazio urbano e nella memoria collettiva. Il filo conduttore dell’esposizione è la costruzione del mito contemporaneo. Questi artisti non hanno semplicemente prodotto opere: hanno creato icone, simboli e narrazioni capaci di influenzare il nostro immaginario collettivo».
«Portare a Sacile una mostra come URBAN LEGENDS significa compiere una scelta precisa: non accontentarsi di custodire ciò che siamo stati, ma avere l’ambizione di contribuire a costruire ciò che vogliamo diventare», precisa il sindaco di Sacile, Carlo Spagnol, che continua: «La sede espositiva di Palazzo Ragazzoni, inaugurata nella primavera del 2023, trova oggi una delle sue espressioni più alte. Nata come luogo di rappresentanza e dialogo tra mondi diversi, continua a esserlo anche oggi, diventando il punto d’incontro tra il patrimonio storico di Sacile e le immagini che raccontano il nostro tempo. Perché un centro deve essere orgoglioso delle proprie radici, ma avere il coraggio di guardare lontano. E la provincia può diventare luogo di innovazione, sperimentazione e visione».
Del resto «le città oggi si scelgono anche per le emozioni che sanno offrire. Per questo URBAN LEGENDS rappresenta molto più di un appuntamento espositivo: è un progetto che mette in relazione cultura, turismo, commercio, accoglienza e qualità urbana, invitando il visitatore a vivere Sacile nella sua interezza», osserva l’assessore all’urbanistica, eventi e turismo del Comune id Sacile, Elisa Palù». Che aggiunge: «vogliamo trasformare una visita alla mostra nell’occasione per scoprire la città, passeggiare tra le sue calli e i suoi palazzi, fermarsi nei ristoranti, nei negozi, nelle strutture ricettive e conoscere le eccellenze dell’intero territorio dell’Alto Livenza. Le grandi mostre sono ormai veri e propri catalizzatori urbani. Generano movimento, producono visibilità, creano relazioni e costruiscono reputazione. Per una città come Sacile rappresentano un investimento sulla propria capacità di attrarre nuovi pubblici e di consolidare la propria immagine come destinazione dinamica e di qualità».
Come racconta l’assessore alla cultura del Comune di Sacile Ruggero Spagnol, «crediamo che il compito delle istituzioni culturali sia anche creare occasioni di scoperta e di confronto, avvicinare nuovi pubblici all’arte, stimolare curiosità e spirito critico, offrire strumenti per leggere il presente. Per questo dedicheremo particolare attenzione alle scuole, ai giovani e alle associazioni del territorio. Vorremmo che la visita alla mostra non fosse soltanto un’esperienza estetica, ma un’occasione di dialogo, di formazione e di partecipazione».
Keith Haring
Nato in Pennsylvania il 4 maggio 1958, Haring si avvicina subito all’arte grazie al padre fumettista. Si trasferisce a New York per studiare alla School of Visual Art e comincia a farsi conoscere come street artist, con i graffiti sui muri della metropolitana. In breve il suo stile semplice e riconoscibile si fa strada nell’immaginario collettivo. In mostra figura Fiorucci wall, fra i pannelli dipinti da Haring nel negozio Fiorucci di Milano. L’artista americano riceve carta bianca per il rinnovo del punto vendita vicino a San Babila dal fondatore del marchio sperimentale e pop, per il quale Haring realizza fra il 1983 e il 1984 un intervento di Action painting. Che accompagnerà l’ascesa del brand.
Andy Warhol
Andy Warhol, pittore, scultore, regista e attore, nasce a Pittsburgh il 6 agosto 1928 e studia arte pubblicitaria al Carnegie Institute of Technology. Si sposta quindi a New York, dove lavora nella pubblicità per importanti riviste di moda e vive fino alla morte nel 1987. Dopo la sua scomparsa, la vendita all’asta di molti suoi oggetti finanzia la Andy Warhol Foundation for Visual Arts, ancora attiva nel sostenere l’arte contemporanea. Le quotazioni in rialzo delle sue opere lo rendono tra gli artisti più venduti. La sua esperienza nella pubblicità e il contatto con fotografia e cultura di massa sono alla base della sua intuizione artistica e della sua enorme influenza sulla cultura contemporanea. In mostra i classici della sua produzione, da Marylin alla Campbell’s soup, passando per i Flowers.
Jeff Koons
Fra gli artisti contemporanei più famosi e controversi, l’americano Jeff Koons è noto per le sue opere d’arte concettuali, spesso realizzate con materiali inusuali e con un’estetica pop. Tra i suoi lavori più celebri, rigorosamente in mostra, ci sono Balloon Dog, una serie di sculture in acciaio inossidabile che richiama il classico barboncino, e Rabbit, opera in acciaio inossidabile rifinita a specchio che si rifà al coniglietto. Koons ha suscitato dibattiti riguardo al suo approccio alla cultura di massa e alla commercializzazione dell’arte, ma ha anche ottenuto grande successo di mercato, diventando uno degli artisti viventi più costosi al mondo. La sua influenza nell’arte contemporanea è innegabile, e le sue opere sono esposte in musei di tutto il mondo. A Sacile figurano anche due lavori che citano classici quali Perugino e El Greco.
Banksy
Fra i maggiori esponenti mondiali della Street art, l’artista e writer inglese Banksy è accompagnato dal mistero sulla sua identità, che ha contribuito negli anni ad accrescerne la popolarità. Grazie alla tecnica della Stencil Art è riuscito a trovare il modo di realizzare le sue opere in tempi brevissimi, usando le città che ha visitato come tele. Nelle sue opere Banksy affronta argomenti come la politica, la cultura e l’etica, reinterpretati in forma satirica per enfatizzarne il significato. In mostra icone quali Ragazza con il palloncino e Il ratto gangster.
Mr.Brainwash
Mr. Brainwash, ovvero “Lavaggio del cervello”, è il nome di battaglia di Thierry Guetta, nato in Francia e trasferitosi a 15 anni a Los Angeles, dove ha avuto un negozio vintage. In uno dei suoi viaggi in patria, Thierry scopre che un suo cugino si cela dietro l’identità dello street artist Space Invader. Il giovane Guetta, in mostra fra gli altri con Einstein e Sorriso, si affaccia così sulla scena artistica.
Damien Hirst
Hirst è uno dei maggiori esponenti degli Young British Artists (YBA), che si sono affermati per i contenuti coinvolgenti, ma spesso controversi, delle loro esibizioni. Fra i temi più gettonati di Hirst, la morte, tradotta in un’arte che spaventa, disgusta, scandalizza, ma invita alla riflessione sulla fragilità della vita. Tra le serie più recenti di Damien Hirst, Cherry Blossom (The Virtues) riporta lo sguardo dello spettatore alla gioia e alla spensieratezza della primavera, con luminosi rami di ciliegio in fiore, dal forte valore simbolico soprattutto nella cultura giapponese.
Obey
Shepard Fairey, in arte Obey, oggi molto quotato, nasce nel 1970 a Charleston, South Carolina. Nutre subito una passione per lo stile punk e frequenta l’ambiente degli skaters. Al liceo crea i suoi primi adesivi per skateboard come hobby, iniziando così a spaziare nella creazione degli stencil. Lavora quindi come grafico al negozio di Skateboard Watershed e disegna loghi, grafiche per sticker e magliette, ponendo le basi per il suo futuro marchio di moda Obey Clothing.
Richard Orlinski
Classe 1966, Richard Orlinski è uno scultore parigino famoso per i suoi animali e i simboli della cultura di massa restituiti in chiave Pop e Street Art. La prima opera presentata al pubblico nel 2004 è una scultura di un coccodrillo in resina rossa dal titolo Born Wild©. Ben presto riscuote successo il suo universo colorato, fatto di coccodrilli, pantere, lupi, orsi ma anche di capi di moda come jeans, giacche di pelle e tacchi a spillo. Tutto influenzato dalla Pop Art, ma con un’impronta personale conferita dal movimento dinamico.
Angelo Accardi
Nato a Sapri, in provincia di Salerno, nel 1964, Accardi esordisce con opere caratterizzate dalla dimensione pittorica e dal forte simbolismo. Dopo l’abbandono degli studi, una crisi di identità induce ad abbracciare l’astrattismo l’artista che apre un suo studio personale a Sapri, dove si dedica allo studio dell’uomo a sfondo sociale. In mostra omaggi a celebri pittori.
Mr. Savethewall
Mr. Savethewall, al secolo Pierpaolo Perretta, è originario di Como e nasce come manager. Sentendo l’esigenza di cambiare, mette a frutto la sua grande creatività e il suo talento, diventando street artist a tempo pieno, per esprimere la sua visione del mondo e della società attraverso l’arte.
Daniele Fortuna
Nato a Milano nel 1981, frequenta l’ambiente artistico cittadino e, dopo lo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano, coltiva l’interesse per l’arte e il design. In Irlanda, vicino a Dublino, lavorando in uno studio di illuminazione si accosta al legno, poi fondamento delle sue sculture. Grazie all’intaglio, il legno consente all’artista di dare forma plastica alle sue idee.
PALAZZO REGAZZONI, SACILE
Palazzo Ragazzoni, a Sacile, Pordenone, ospita non solo una mostra ma un progetto culturale che intende creare un impatto territoriale, coinvolgendo la collettività attraverso le icone esposte.
DEODATO ARTE
Deodato Arte è oggi un riferimento per l’arte contemporanea a Milano, grazie ai nove spazi fisici, ed una delle più rilevanti Gallerie d’Arte online nel mondo.
LUCA BRAVO
Curatore, Art consultant specializzato, un passato da gallerista e un presente a 360 gradi nel mondo dell’arte, Bravo ha partecipato a più di 130 Fiere d’arte contemporanea in tutto il mondo, da Hong Kong a Singapore, da New York a Melbourne.
Dal 31 ottobre al 28 febbraio
Palazzo Ragazzoni – Sacile (PN)
apertura
giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 19.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 19:00.
Aperture straordinarie
Martedì 8 dicembre dalle 10:00 alle 19:00
Mercoledì 23 dicembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 19.00
Martedì 29 dicembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 19.00
Mercoledì 30 dicembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 19.00
Giovedì 31 dicembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 17.00
Venerdì 1 gennaio dalle 16.00 alle 19:00
Martedì 5 gennaio dalle 10:00 alle 19:00
Mercoledì 6 gennaio dalle 10:00 alle 19:00
Chiusura
Venerdì 25 dicembre
Visite guidate con Arteventi:
Domenica 15.11 ore 11
Domenica 06.12 ore 11
Domenica 27.12 ore 11
Domenica 03.01 ore 11
Domenica 17.01 ore 11
Domenica 21.02 ore 11
Visite guidate con curatore:
Sabato 28.11 ore16
Sabato 19.12 ore 16
Sabato 23.01 ore 16
Acquista il tuo biglietto qui: https://www.vivaticket.com/…/urban-legends…/323039
La mostra è organizzata dal Comune di Sacile, in collaborazione con Deodato Arte, Regione Friuli Venezia Giulia, Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, con il sostegno di importanti realtà del territorio.
Ufficio Stampa
Artemide PR
stefania.bertelli@artemidepr.it