In occasione del 60° anniversario delle alluvioni che il 4 novembre 1966 colpirono Firenze, la Toscana e Venezia, il World Monuments Fund (WMF) celebra il suo storico legame con l’Italia. Fondato nel 1965, il WMF ha risposto all’emergenza con la sua prima grande mobilitazione internazionale, contribuendo a salvare il patrimonio artistico e architettonico di Venezia. Sessant’anni dopo, questa eredità prosegue attraverso la sede italiana del WMF a Milano, aperta nel maggio 2026, e un portfolio sempre più ampio di progetti su tutto il territorio nazionale.
Le origini del WMF sono strettamente legate all’Italia. Il Colonnello James Gray, animato da un profondo amore per il Paese e i suoi monumenti, offrì le proprie competenze ingegneristiche per contribuire alla stabilizzazione della Torre di Pisa. Le alluvioni del 1966 mobilitarono il sostegno internazionale per il patrimonio culturale italiano e rappresentarono un momento determinante per il WMF, consacrando l’organizzazione come uno dei primi “primi soccorritori” globali per le emergenze dei beni culturali e gettando le basi per decenni di interventi di conservazione in tutto il Paese.
Dall’alluvione del 1966, l’organizzazione ha investito oltre 23,5 milioni di dollari in circa 100 progetti di restauro e conservazione in Italia, spaziando tra siti archeologici, sinagoghe, cattedrali e paesaggi culturali. Più di 40 di questi interventi hanno interessato Venezia, diventata l’obiettivo del primo impegno a lungo termine del WMF. Sulla scia del disastro, il WMF ha istituito a Venezia anche un comitato dedicato, rimasto attivo per un decennio, che ha creato nuove opportunità di partecipazione locale alla tutela del patrimonio.
Oltre ai primi sforzi per coordinare i lavori di conservazione a Venezia, il WMF ha mantenuto un impegno duraturo nei confronti della città, sostenendo sin dagli anni ’70 numerosi interventi di restauro nel Ghetto Veneziano e lavori presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Il WMF ha inoltre incluso Venezia nel World Monuments Watch del 2014 per richiamare l’attenzione sulle crescenti pressioni che gravano sul suo patrimonio culturale. Oggi, l’operato del WMF in Italia continua ad affrontare le minacce che incombono sui beni culturali in tutto il Paese, da quelle antropiche e climatiche alla necessità di risposte rapide nelle situazioni di crisi.
Inaugurata nel maggio 2026, la sede milanese del WMF, guidata dalla direttrice Fiorella Ballabio sotto la presidenza di Silvia Beltrametti, offre una base permanente per l’attività dell’organizzazione a tutela del patrimonio culturale italiano. Il suo primo grande progetto è stato il recupero del Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano, pietra miliare della museografia dell’Ottocento, gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati del 1943. Completato nel settembre 2026, l’intervento ha ripristinato le proporzioni originali della sala e l’unità architettonica ideata dal fondatore Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Il WMF ha inoltre avviato un importante progetto quinquennale di restauro per la Loggia di Raffaello nel Palazzo Apostolico della Città del Vaticano. A completamento di queste attività, è stato sviluppato presso Villa Imperiale a Pesaro un programma di formazione sulla conservazione della pittura murale, in collaborazione con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), rivolto ai professionisti del settore provenienti da tutto il mondo.
World Monuments Fund (WMF) è la principale organizzazione indipendente dedicata alla salvaguardia dei luoghi più preziosi del pianeta per arricchire la vita delle persone e favorire la comprensione reciproca tra culture e comunità. L’organizzazione ha sede a New York e dispone di uffici e affiliati in Cambogia, Cina, Francia, India, Italia, Perù, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Dal 1965, il nostro team globale di esperti ha preservato il diversificato patrimonio culturale mondiale applicando i più elevati standard internazionali in oltre 700 siti in 115 Paesi. Collaborando con comunità locali, finanziatori e governi, il WMF valorizza il patrimonio per affrontare alcune delle sfide odierne più urgenti: l’adattamento climatico, l’inclusività del patrimonio, un turismo equilibrato e la ripresa post-crisi. Con un costante impegno verso le persone che danno vita ai luoghi, il WMF valorizza il potenziale del passato per costruire una società più resiliente e inclusiva.
World Monuments Fund – Global
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