Mostra collettiva “Fotografare il tempo” a Pordenone

Si rinnova per il terzo anno l’appuntamento con la mostra collettiva del gruppo di fotografi del Friuli Venezia Giulia impegnati in un dinamico cenacolo artistico, che riunisce in felice sinergia molte tra le più note personalità di questo settore delle arti contemporanee. Il debutto del nuovo progetto espositivo, che chiude la trilogia dedicata proprio ai “fondamentali” della fotografia (scatto, luce, tempo), è al foyer del Teatro Verdi di Pordenone con la mostra “Fotografare il tempo”, che dalla vernice di mercoledì 21 dicembre, alle 18.30, sarà quindi visitabile, durante gli orari di apertura del Teatro, fino al 25 gennaio 2012.

Valentina Brunello, Monika Bulaj, Guido Cecere, Walter Criscuoli, Massimo Crivellari, Sergio Culot, Ulderica Da Pozzo, Maurizio Frullani, Cesare Genuzio, Fabio Giacuzzo, Arnaldo Grundner, Daniele Indrigo, Lorella Klun, Roberto Kusterle, Luca Laureati, Pierpaolo Mittica, Mauro Paviotti, Adriano Perini, Fabio Rinaldi, Giancarlo Rupolo, Sergio Scabar, Mario Sillani Djerrahian, EnzoTedeschi, Stefano Tubaro: sono loro i ventiquattro protagonisti della mostra, tra i migliori nomi della fotografia di ricerca, d’arte, reportage, studio accademico, documentazione storica, industriale ed urbanistica, editoria e pubblicità che hanno prestato la loro ispirazione al tema del Tempo.

Eppure non c’è, tra questi autori, nessun “laudator temporis acti”, come diceva il poeta latino Orazio molti secoli fa. Non c’è rimpianto o dolore per il passato, non c’e “tempo” per la nostalgia di ciò che è stato. Anche se compaiono delle immagini dove il succedersi delle generazioni, di un “prima” e di un “dopo” ha ispirato gli autori, questo è più un tempo della memoria, del guardare indietro solo nella prospettiva di ciò che è qui ora e di ciò che verrà: i volti dei bambini diventano o si confondono con quelli degli adulti e dei vecchi, nel ciclo continuo della vita e del mondo di fuori.

Poi c’è un tempo della natura, fatto di silenzi e di pause: la lumaca, la neve e il disfacimento, la trasparenza dell’acqua, ma anche la luce immobile che suggerisce forse un caldo pomeriggio d’estate. E c’è un tempo della fantasia, come quello di improbabili picchi montani o del gioco di finti luna-park di provincia, dell’eterno femminino del mito, dello scatto “umano, troppo umano”, del gusto per il “coup de théâtre”, che non a caso chiude la sequenza, interrogandoci su cosa può esserci “oltre” questa strana visione che forse non legge il passato, ma ciò che deve ancora venire, muta sibilla di ciò che sarà, voltata l’ultima pagina.

Interessante è poi l’accostamento delle immagini scelto per il prezioso calendario, che come sempre accompagna la mostra, la cui composizione ha seguito a volte delle impressioni emotive, altre un ragionamento basato su armonie o dissonanze. Date, feste e anniversari sono talora fissati oppure solo evocati dagli autori, con immagini documentaristiche, realistiche o immaginifiche. La metà dell’anno è sottolineata da dualismi evidenti, come l’alfa e l’omega e l’esatta metà dell’uomo: corpo e anima, scheletro e carne, cuore e ragione, scienza e arte… e l’esercizio potrebbe continuare all’infinito. Maggio è segnato da giardini e fiori, non sempre così rassicuranti, mentre Novembre porta in grembo la ricorrenza dei morti e la speranza dei vivi, ovvero la tenacia e il coraggio delle donne, culla di vita, forti di attese e dolori.

L’autunno è invece il periodo dell’operosità, dell’ingegno e del “tempo ritrovato”: le arti (il tempo della musica), l’arguta riflessione (il ticchettio della macchina per scrivere), il presente ciclico delle relazioni quotidiane, scatti tra i quali spunta però, ombra tra le ombre, l’inesorabile scorrere della sabbia nella clessidra, che nessuna scienza o umana “enciclopedica” conoscenza potrà mai fermare né rallentare.

E però la clessidra si può capovolgere, e tutto può ricominciare. “Volta la carta” cantava De Andrè, e c’è “il fante di cuori”, oppure una “sposa che canta vittoria / chiama i ricordi col loro nome / volta la carta e finisce in gloria”.

FOTOGRAFARE IL TEMPO. Mostra fotografica, dal 21 dicembre 2011 al 25 gennaio 2012, visitabile negli orari di apertura del Teatro Verdi di Pordenone (ingresso libero). Foyer Teatro “G. Verdi” Piazza XX Settembre Pordenone

Per maggiori informazioni
Telefono: +39-0434-247624
Email: info@comunalegiuseppeverdi.it
Evento segnalato dal sito web: http://www.fvgnews.net

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