Fotografi dalla Mitteleuropa. Polonia: Piotr Dlubak – Nasze (Il Nostro)

La mostra sarà visitabile dal 21 aprile al 10 maggio 2012 presso la Galleria La Roggia di Pordenone. Piotr Dlubak nel ritratto realizzato ha svolto un difficile compito, di non nascondere, ma di non scoprire fino alla fine la persona fotografata. Nelle penombre, nei mezzitoni è contenuta tutta la verità sull’uomo. Nei suoi ritratti in genere mancano oggetti di scena e decorazioni. Appare un oggetto, ma non ha appariscenza. C’è anche un secondo piano. E’ possibile definirlo come “fotografia pura”.

Atti di minimalismo estremo (bianco e nero, luce diffusa). Così, l’immagine non distrae da ciò che è importante, le emozioni. Non senza motivo il personaggio è incorniciato – molto spesso – in modo che il suo sguardo incrocia il nostro. Guardando negli occhi permette di stringere uno strano legame (“strano”, perché potenziale e perchè virtuale). Questo tipo di ritratto sembra essere la verità più vicina – anche se lo capiamo, e qualunque cosa significhi. E’ poco studiato, e spontaneo nel suo ciclo di creazione (che io stesso, come fotografato, ha avuto l’opportunità di sperimentare). Un ritratto stilizzato costituisce contrappeso – da ciò sembra prescindere l’artista. Richiamando le vecchie sbiadite fotografie color seppia. In tal caso alle figure si aggiungonio gli oggetti di scena, come gli attributi di eroi mitologici. Il centro di gravità si è spostato nell’estetica dalla zona delle emozioni allo spazio pose – “essere nel ruolo”.

Nell’arte della fotografia e della video arte, sono vari i suoi centri. Dlubak chiude le sue ricerche e le scoperte artistiche in un unico grande tema: è l’uomo. Quando guardo le foto realizzate da Piotr mi sorprende la – definiamola così – particolare (in quanto sottile e discreta) vivisezione con cui svolge il proprio lavoro con il modello. La sua individualità risiede nel fatto che è consapevole del fatto che i nuovi contenuti non necessariamente portano con loro una nuova forma così definitiva.

Più importante è andare in fondo, andare nella struttura interna – nell’essenza della forma. In questo è nascosta l’originalità. Il destinatario-spettatore si trova in un doppio tempo. Perché è nello spazio dell’immagine presente (quando guarda il lavoro) e nell’ambito del tempo passato (quando è stato concepito). Questo doppio tempo esiste spesso nel contesto dell’arte, ma non spesso con tale conseguenzialità.
La natura dell’uomo può essere iscritta nel suo appartamento, effimera nota, protocollo di invocazione – può essere salvato (e quindi fissato) anche nella foto, dove appare sotto forma di fisionomia.

“Il ritratto è un’immagine della persona che sa di essere fotografata – ha detto (a mio parere, vicino allo stile di Pietro D³ubak) Richard Avedon – quello che fa con questa conoscenza, è una parte del ritratto come quella che ha in sè stessi e quando guarda siamo tutti a giocare “. Certo, tutti giochiamo e tutti anche assumiamo una strana maschera. Tuttavia D³ubak riesce in ciò che può sembrare molto importante (e anche molto difficile), vale a dire, riflette il temperamento e la personalità del fotografato.

Coerente con le sue esperienze, lo colloca in un clima ma rende anche la suggestione del fotografo. In questo modo, con l’aiuto delle immagini delle persone, comunica anche le proprie emozioni. Dal ritratto emerge – e come! – l’autoritratto. Questo non è un’accusa, ma una risorsa. Dopo tutto, alla fine Piotr vuole essere fedele alla – chiamiamola così – liturgia del carattere(cioè la mentalità) della persona e alla liturgia del suo aspetto (semplicemente apparenza).

La natura dell’immagine è causata dal temperamento dell’artista. In realtà, non c’è altra poetica che la poetica l’autore – in questo contesto la fotografia D³ubak è omogenea (o meglio: uniforme), ma nella sua poetica è – non tanto paradossalmente – varia (perché irregolare nella forma ). Invece il leit motiv tematico delle immagini sono principalmente gli artisti, gli sportivi e gli intellettuali.

Ritrae scrittori importanti e ben noti principalmente (ma non esclusivamente) nella regione. Persone che lavorano per l’ambiente e la cultura. Da qui il titolo: “Il nostro”. Egli li vede a parte le forme e le tecniche di immagini – in un modo amichevole. Il suo voyerismo è benevolo. Favorisce il fotografato e questo a sua volta determina la naturalezza del suo comportamento, che si traduce in una visione contrasto-somiglianza di un ritratto, il cui merito è principalmente l’onestà.

LA ROGGIA Viale Trieste 19 Pordenone
+39 0434552174 , +39 0434552174 (fax),
+39 3388894652
laroggia@tin.it www.laroggiapn.it
orario: da martedì a sabato ore 16 – 19,30
biglietti: free admittance
evento segnalato da www.exibart.com

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