Musica antica in casa Cozzi si apre con il Choir of Royal Holloway

casa Cozzi

Sabato 15 dicembre alle ore 21, nella Chiesa di San Teonisto di Treviso, prende il via la sesta edizione del progetto Musica antica in casa Cozzi, organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dall’associazione almamusica433, con la direzione artistica del maestro Stefano Trevisi, e con il patrocinio della Città di Treviso.

La nuova stagione concertistica, intitolata De Musica. Dalla scienza musicale alla musica delle Sfere, propone una riflessione sul rapporto tra la musica e la scienza speculativa. Fin dall’antichità classica la musica è considerata manifestazione speculativa della filosofia e nel Medioevo essa appartiene alle quattro scienze matematiche delle arti del quadrivio insieme alla matematica, alla geometria e all’astronomia; questo a ricordare non solo come la musica fosse strumento necessario per percorrere la via di conoscenza ma anche strumento concreto di interpretazione del reale.

Nella celebrazione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci (1452–1519), Musica antica in casa Cozzi presenta un percorso dedicato allo sviluppo del pensiero musicale in relazione a quello scientifico, dal Medioevo fino alle osservazioni di Galileo Galilei (1564–1642). Non un percorso parallelo ma profondamente integrato nei due ambiti della speculazione.

Il primo concerto, A European Christmas, in programma sabato 15 dicembre alle ore 21, coinvolgerà il rinomato Choir of Royal Holloway, nella sua formazione a 19 elementi, in un’esecuzione di musica corale dedicata al Natale, dall’antichità al contemporaneo. Un viaggio dalla polifonia antica, – prima prova ed esperienza del numero matematico applicato al suono –, fino all’oggi.

Il Coro, nato con la fondazione del Royal Holloway nel 1886, e diretto da Rupert Gough, è considerato uno dei migliori cori universitari a voci miste della Gran Bretagna. Le sue incisioni per l’etichetta Hyperion hanno ottenuto giudizi superlativi da tutte le principali testate musicali. Con risultati altrettanto elevati dal vivo, il Coro è protagonista ogni anno di oltre cinquanta concerti con una particolare specializzazione in musica tardo–rinascimentale e musica contemporanea, segnatamente dei paesi baltici. Si è esibito in eventi di alto profilo quali il Festival of Remembrance alla Albert Hall nel 2014 (trasmesso in diretta tv dalla BBC) e nell’ambito di una cerimonia di premiazione a Buckingham Palace. Ha eseguito, alla presenza di Sua Maestà la Regina, del Primo Ministro e dell’Arcivescovo di Canterbury, un brano originale commissionato a John Rutter per l’ottavo centenario della Magna Carta. Il Coro partecipa regolarmente a festival e vanta un’ampia discografia, tra cui sette album per l’etichetta Hyperion. L’ultimo in ordine di tempo (Ola Gjeilo: Winter Songs) è stato al 1° posto nelle classifiche di musica classica di Regno Unito e Stati Uniti.

Il concerto di venerdì 1 febbraio alle ore 21, …principia dai sentimenti, ci condurrà in un viaggio nel suono pensato da Leonardo da Vinci. È quello che propone il musicista polacco S?awomir Zubrzycki che ha costruito uno strumento musicale progettato dal maestro del Rinascimento nel Codice Atlantico: la viola organista, con l’aspetto di un pianoforte e il suono di un violoncello. È nel 2009 che Zubrzycki, pianista, claviolinista, compositore e costruttore di strumenti musicali, scopre una vera rarità: lo strumento a tastiera/arco disegnato da Leonardo da Vinci, che era praticamente sconosciuto e dimenticato. Tra il 2009 e il 2012 Zubrzycki crea la propria versione del modello di da Vinci, attingendo anche da altri strumenti risalenti al periodo compreso tra il 1575 e il 1625.

Con tutta probabilità Leonardo da Vinci inventò questo strumento osservando lo sviluppo della musica strumentale. Interessandosi anche di musica, Leonardo presumibilmente voleva creare uno strumento universale o magari perfetto, che avrebbe unito le qualità sonore della viola (da gamba o da braccio) con la capacità della tastiera di produrre una tessitura polifonica. Tale creazione avrebbe prodotto un suono continuo come l’organo, ma con la possibilità di modulare sonorità e dinamiche e creare l’effetto vibrato come gli strumenti a corde. Un simile strumento, con una scala estesa, avrebbe potuto sostituire l’intera sezione a corda, ma Leonardo non lo costruì mai.
La mattina di sabato 2 febbraio il musicista incontrerà gli studenti per una conferenza aperta anche al pubblico.

Giovedì 21 marzo alle ore 21, in occasione della Giornata Europea della Musica antica, l’ensemble di musica medievale LaReverdie (Claudia Caffagni, voce, liuto; Livia Caffagni, voce, viella, flauti; Elisabetta de Mircovich, voce, viella, ribeca) proporrà il concerto Musiche per il Bestiario di Leonardo. Letture di Stefano Trevisi. Il Bestiario di Leonardo da Vinci, datato attorno al 1494 e contenuto nel famoso Codice H, si ispira alla lunga tradizione del Bestiari medievali, libri che raccoglievano una descrizione sintetica di animali reali e fantastici unitamente a considerazioni di carattere morale. Il Bestiario è diviso in capitoletti introdotti da un titolo che talvolta si riferisce all’animale di cui tratta, talvolta a una virtù o a un vizio che l’animale descritto incarna per indole e carattere. Nel testo leonardesco è possibile riscontrare, come è stato messo in evidenza più volte, tutta la vitalità della cultura medievale. È proprio da questa evidenza che è scaturita l’idea di accostare alcuni animali descritti da Leonardo a madrigali o caccie trecentesche, affollate da un variegato e ricchissimo catalogo di animali che ricalcano gli stessi modelli a cui sembra aver attinto più tardi Leonardo.

L’ars nova italiana dalle origini fino ai suoi ultimi esponenti, da Magister Piero a Johannes Ciconia (fiammingo ma raffinato interprete dello stile italiano) è infatti incredibilmente ricca di repertorio musicale in cui prendono vita animali fantastici (L’aspido sordo), reali (Per larghi prati), simbolici (Aquila Altera / Creatura gentil /Uccel di Dio), allegorici (Lucida pecorella), metafore delle debolezze umane come delle umane virtù.
LaReverdie nasce nel 1986 e il nome scelto per l’ensemble, ispirato al genere poetico romanzo che celebra il rinnovamento primaverile, rivela forse la principale caratteristica di un gruppo che nel corso degli anni continua a stupire e coinvolgere pubblico e critica per la sua capacità di approccio sempre nuovo ai diversi stili e repertori del vasto patrimonio musicale del Medioevo europeo e del primo Rinascimento. Attualmente l’ensemble si esibisce in formazioni che vanno da tre a quattordici musicisti a seconda dei repertori. L’assidua ricerca e l’esperienza accumulata in oltre trent’anni di attività, hanno fatto de LaReverdie un gruppo assolutamente unico per affiatamento e solidità interpretativa, con vette di autentico virtuosismo vocale e strumentale. LaReverdie ha partecipato a programmi radiofonici e televisivi in tutta Europa e in Messico; ha realizzato una ventina di incisioni discografiche, di cui diciassette con la casa discografica Arcana. L’ensemble ha collaborato, in progetti speciali, con Franco Battiato, Moni Ovadia, Carlos Nuñez, Teatro del Vento, Gerard Depardieu, Mimmo Cuticchio e David Riondino.

Sabato 6 aprile alle ore 21 l’Ensemble Accademia d’Arcadia proporrà L’ordine dell’occhio. La musica e la scienza all’epoca di Galileo Galilei, uno spettacolo di musica antica, elettronica, narrazione e video-arte, ispirato alla figura di Galileo Galilei, ideato da Alessandra Rossi Lürig e Gianmaria Sortino, e prodotto da Fondazione Arcadia e Habanero. In Galileo scienza e musica sono inseparabili. Egli infatti non fu solo scienziato geniale e padre del pensiero moderno europeo, ma anche abilissimo musicista, figlio di quel Vincenzo Galilei, celebre teorico, trattatista e compositore, che insieme ai membri della Camerata Fiorentina contribuì alla nascita del nuovo stile monodico e allo sviluppo dell’acustica musicale. Il programma musicale proposto seguirà le vicende galileiane, nell’arco di un’ottantina di anni che videro nascere una rivoluzione scientifica ma anche una parallela rivoluzione musicale, artistica e filosofica.

L’ ensemble strumentale Accademia d’Arcadia nasce in seno alla Fondazione Arcadia, completandone e coronandone il lavoro di studio e ricerca. Fondato da Alessandra Rossi Lürig, che ne cura la direzione artistica e musicale, l’ensemble si caratterizza per una particolare cura nella scelta dei programmi, per l’attenzione alla riscoperta di inediti e un’interpretazione del repertorio antico che unisce prassi esecutiva storica e sensibilità moderna. Accademia d’Arcadia è stato il primo gruppo di musica antica in Italia a programmare spettacoli multidisciplinari: spettacoli “globali” nella loro intenzione di sollecitare più sensi e di ricollocare la musica in un contesto più ampio, più elaborato, più moderno, più ricco e ancora più coinvolgente.

I concerti si terranno nella Chiesa di San Teonisto, via San Nicolò 31, Treviso.

Biglietti:
per i primi tre concerti: intero 20 euro, ridotto 12 (under 26, over 65, soci ASAC, studenti di Conservatori). Per il concerto di sabato 6 aprile: intero 25 euro, ridotto 17.

Abbonamenti:
intero 65 euro, ridotto 40 euro. Per chi acquista un abbonamento, biglietto in omaggio per un concerto della stagione per un under 18 fino a esaurimento posti.
Acquistabili anche con Bonus Cultura.

Prevendita: Fondazione Benetton, via Cornarotta 7–9, Treviso (lun–ven ore 9–13 / 14–18, sab–dom ore 10–20), oppure nel sito www.liveticket.it

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