Musiche pordenonesi all’epoca di Leonardo: Pietro Edo

Serata Leonardiana con le musiche pordenonesi in epoca leonardiana, per il Pordenone Music Festival di Farandola, sabato 4 maggio alle 21.

Il programma sarà incentrato principalmente su Pietro Edo (o Pietro Capretto), umanista pordenonese (1427-1504), chierico, letterato e musico, di ui verrà eseguita la prima esecuzione moderna del Laudario completo, proprio nel luogo che ne ha visto la genesi, la chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta del Cristo. Eretta nel 1309, era cappella di servizio del vicino ospizio-ospedale, fondato dalla confraternita dei Battuti di Pordenone. Le laudi di Pietro Edo ( cantinelle, come lui le chiamava) sono composizione di occasione, scritte su commissione della confraternita dei Battuti di Pordenone per solennizzare i propri incontri di preghiera. Coprono tutto l’anno liturgico, passando dal Natale alla Pasqua alle diverse festività mariane.

Probabilmente Capretto trova del materiale preesistente: l’indizio è in alcune melodie dal sapore popolareggiante, forse in origine canti profani che, attraverso un travestimento spirituale, si ritrovano inserite nelle devozioni delle confraternite laicali, ed essendo già note ai più, diventano veicolo di diffusione di testi religiosi.
Pre’ Pietro arricchisce questo materiale di una seconda, terza, quarta voce. Ha studiato, probabilmente, con Gerardo di Fiandra, curiosa figura di musicista e tipografo, e ha utilizzato, come testo di studio, le opere di Guillaume Dufay. Con questi maestri, sebbene alla soglia del Rinascimento, Pietro Capretto resta saldamente ancorato in una tradizione quattrocentesca, e affronta temerariamente dissonanze e parallelismi ormai ripudiati dalla prassi di autori come Josquin Desprez (un’Ave Maria del quale conclude il concerto) coevi delle cantinelle di Pietro Capretto ma proiettati a un futuro ormai prossimo.

Il concerto conclude un lungo studio dedicato ai manoscritti (il codice autografo è nella Biblioteca Comunale di Udine), da Francesco Carone, fondatore di Farandola, che ne ha curato la trascrizione. L’esecuzione è affidata alla Capella Altoliventina (Lisa Friziero, alto, Claudio Zinutti, tenore, Roberto Cozzarin, tenore, Sandro Bergamo, basso e direzione) accompagnata da Erica Scherl, viella, Iris Fistarollo, viella bassa, Ludovico Mosena, flauti, dulciana, bombarda. La Cappella Altoliventina è l’insieme vocale dell’omonima Associazione Culturale. Di organico variabile, a seconda del programma proposto, predilige particolarmente la dimensione madrigalistica e il repertorio rinascimentale e barocco, dedicando ampio spazio, accanto ai grandi maestri dell’epoca, alla ricerca sulle espressioni musicali del Friuli e del Veneto Orientale, con prime esecuzioni di inediti cinque e seicenteschi. Intensa anche la frequentazione del repertorio gregoriano, con, tra l’altro, la registrazione in DVD del Proprium Missae in Nativitate S. Johannis Baptistae.

Parallelamente nel Seminario Diocesano proseguono le selezioni del Diapason d’oro: la serata di gala con le premiazioni e l’esibizione dei vincitori si terrà domenica 5 maggio alle 18 all’Auditorium Concordia. Durante l’evento verrà anche consegnato ufficialmente al maestro Giorgio Lovato il primo “Diapason d’oro per la didattica”, premio destinato a musicisti che si sono distinti per il loro impegno e per i risultati ottenuti nella loro lunga attività pedagogica. L’ingresso è libero.

Clelia Delponte 3470349679

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