Il Polifonico dalla Sicilia alle grotte di Villanova

Continuano le esplorazioni del Coro Polifonico S. Antonio Abate di Cordenons, che ama sperimentare pubblici e location diverse. Reduce da una breve, ma intensa tournée nella Sicilia barocca di Noto, settecentesca di Catania e antica di Siracusa, dove si è fatto ambasciatore dell’arte corale friulane accolta dal calore e dall’ospitalità sicula, è pronto a portare il suo canto nel grembo della Dea Madre, con il prossimo concerto in programma sabato 1 agosto alle 16 nelle Grotte di Villanova (Lusevera), all’interno delle quali il coro condurrà il pubblico in un viaggio sonoro itinerante che spazierà dalle musiche popolari e di montagna, ad allegri canti rinascimentali di carattere profano e suggestivi brani contemporanei.

Questo grazie all’ampiezza della Grotta Nuova, spettacolare e unica nel suo genere per la particolarità morfologiche, che è la più estesa cavità “di contatto”, formata cioè tra due diversi tipi di rocce, visitabile in Europa. Le sue gallerie, solcate da un torrente sotterraneo, si snodano per oltre 9 km e lungo il percorso si aprono vasti spazi dalle forme particolari e si possono ammirare ampie sale concrezionate, tortuosi canyon: ambienti arricchiti da stalattiti, stalagmiti, colate calcitiche come bianche cascate e numerose stalattiti eccentriche che sembrano sfidare le leggi di gravità.

In attesa del rinfrescante concerto nelle viscere delle terra (prenotazione obbligatoria: 3204554597; eventi@grottedivillanova.it) negli occhi dei coristi sono vivi i paesaggi siciliani e lo spessore dello scambio artistico e umano coi cori siciliani. Stimolato da tanta arte, storia e cultura il Polifonico non ha mancato di fare le sue scorribande vocali extra concerti ufficiali, intonando i propri canti a sorpresa (con grandissima gioia dei turisti) nei luoghi più suggestivi: dalla scalinata della cattedrale di Noto al teatro di Taormina. Grazie alla sua tournée – finanziata come tutti i suoi progetti da un bando regionale – il Polifonico, con la sua gioia e la sua determinazione, ha infuso coraggio e stimolato i cori siciliani a ripartire e riprendere le attività, dopo le gravissime difficoltà subite a causa del Covid, che li ha colpiti duramente. Inutile dire che la vocalità corale ha saputo unire i cuori e creare ponti. “Non vediamo l’ora – afferma la direttrice Monica Malachin – di contraccambiare l’ospitalità e portare i cori siciliani a Pordenone, perché lo scambio culturale porta sempre un valore aggiunto, umano e artistico”.

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