Mostra di Carlo Rao al Sarcinelli di Conegliano

Carlo Rao è nato nel 1945 a Cerda, un piccolo comune palermitano. Vive e lavora a Treviso dove ha insegnato fino al 1989. Dal 1986 al 1990 ha progettato ed elaborato, con Ernesto Perillo, l’Antologia letteraria Scritture, edita nel 1991 e adottata a livello nazionale in molti bienni degli Istituti Superiori.

Ha fatto parte dell’Istituto di Pedagogia dell’Università Ca’ Foscari. Per due anni, all’interno dell’Istituto di Scienze Umane, ha coordinato con Patrick Quinet, Maurice Craber e Annie Benveniste, il progetto speciale sull’educazione linguistica, patrocinato dal Consiglio d’Europa.

Poeta, attore oltre che artista, Carlo incarna il modello dell’intellettuale del ‘900 capace di cimentarsi con successo in diverse discipline culturali. Ha tenuto varie tournée teatrali con Paola Gassman e Ugo Pagliai con i quali collabora ed opera dal 1990. È stato fondatore e direttore culturale, con Ugo Pagliai, di Aperta Scena (sei edizioni tra il 1995 e il 2000) che ha compreso stages e spettacoli di Vittorio Gassman, Gigi Proietti, Pamela Villoresi, Arnoldo Foà, Michele Placido. Con Determinazione Presidenziale INPS del 12 luglio 2016 è stato nominato componente della Commissione Tecnica del Fondo PSMSAD per la Categoria Autori Drammatici.

LA MOSTRA AL SARCINELLI

La mostra di Palazzo Sarcinelli è organizzata dall’Associazione INTArt, in collaborazione con ARTIKA e il Comune di Conegliano. Un’occasione imperdibile da abbinare alla visita della mostra “Steve McCurry. Icons” al piano nobile del museo. Il percorso espositivo è strutturato attorno a 6 sezioni tematiche. Un percorso serrato il cui scopo è svelare l’evoluzione dello stile di Carlo Rao nel corso di una trentennale carriera pittorica. Le squisite e sofisticate iconografia, la passione per il colore e la precisione nel disegno si accompagnano alla strepitosa cura nei dettagli delle composizioni. Il grado di perfezione tecnica raggiunta da Carlo è eccezionale se si considera che la peculiarità dei materiali adottati non ammette grandi errori e ripensamenti, di conseguenza ogni tavola richiede controllo, premeditazione e esattezza assoluta nell’esecuzione. Accade in certi casi infatti che pur stendendo il colore a pennellate espressioniste il risultato sia una superficie perfettamente liscia e cristallizzata oppure, guardando a pochi centimetri di distanza i Mandala, ci si accorge della perfezione quasi meccanica nella stesura dei punti di colori che (indipendentemente dalla grandezza) sono ordinati e riportati con precisione matematica.

Dipinti etnici

Veri e propri tableaux vivant in cui i personaggi dipinti da Carlo Rao sono spesso impegnati in azioni quotidiane. La fonte di ispirazione viene all’artista dalle sue letture, da racconti e mondi esotici che letteralmente prendono vita davanti ai nostri occhi in un turbinio di forme e cangiantismi cromatici. Tra i vari soggetti troviamo KEHINDE, l’indovina. Nella lingua degli Yoruba (gruppo etnico di 40 milioni di persone principalmente stanziato in Nigeria e Benin) Kehinde è colei che viene dopo Taiwo (ovvero la secondogenita di un parto gemellare), secondo la leggenda l’astuzia di Kehinde sta nell’inviare Taiwo al di fuori del grembo materno per poi decidere se è tempo di nascere. Al di là di questo riferimento semantico (di cui non ho discusso con Carlo, quindi non se ne avesse tenuto conto in fase realizzativa) mi è sembrato intrigante la scelta di attribuire al soggetto l’epiteto di “indovina” in quanto soggetto capace di prevedere la realtà (alla pari di Kehinde che grazie a Taiwo prevede il mondo esterno). L’ultima opera è intitolata: RAGAZZE BANTU, altro gruppo etnico africano (precisamente stanziatosi nell’Africa meridionale a sud degli Yoruba) impegnate nella classica danza Bantu, ballo muscolare dai tratti mistici.

Paesaggi

La sezione ospita una serie di opere dedicate al genere del paesaggio urbano. Protagonisti sono gli edifici di piccoli villaggi che talvolta si trasfigurano nella amata Sicilia. Nonostante un certo grado di approssimazione al vero; la pittura dell’artista compie una progressiva ascesa verso l’astrazione. Da villaggi e piccoli centri urbani immaginari si passa a reticoli di strade e guazzabugli urbani in cui il nostro occhio pare smarrirsi alla ricerca di un senso razionale nella distribuzione degli elementi che non c’è più, in quanto ha lasciato spazio alla pura espressività e, per certi versi, all’improvvisazione. Questo moto astraente si esplicita nelle ultime tre opere della sala in cui la topografia lascia spazio ad un gioco di linee e stesure cromatiche capaci di sublimare il paesaggio stesso in texture prodotte dall’immaginazione dell’artista

Mandala o pointillisme

Il MANDALA nella tradizione religiosa buddista e induista è una rappresentazione simbolica del cosmo, realizzata con intrecci di fili su telaio o con polveri di vario colore sul suolo, o ancora dipinta su stoffa e stesa ad affresco sulle pareti di un tempio. In Sanscrito significa letteralmente “possedere” (LA) l’ “essenza” (MANDA). Carlo riprende questa tradizione millenaria, elimina la componente figurativa (presente ad esempio nella tradizione induista) e la collega in via principale sebbene non esclusiva alla propria biografia.

L’ultimo Mandala è infatti un omaggio alla madre e alla sorella di cui rappresenta la cura e la lucida dedizione incarnata nelle forme geometriche regolari del mandala che a sua volta rimanda alle forme sempre regolari e decorative dei centrini intessuti dalle due donne.

Gli oli

In questa sezione è disposta una piccola selezione di oli. Qui il riferimento è esplicito alla prima produzione del Carlo Rao pittore, opere che ne hanno determinato l’ascesa ed il temporaneo successo. Tracce di un passato mai dimenticato con elementi che ritornano anche nelle serie più recenti: come le rappresentazioni di popoli lontani, l’utilizzo di linguaggi anacronistici nei graffiti rupestri ed extra occidentali come il decorativismo degli indiani d’America.

Materico-informali

La conoscenza che Carlo Rao ha dei materiali è straordinaria. Le diverse soluzioni adottate nella scelta del medium pittorico portano spesso a strepitosi risultati.

Info Mostra

Indirizzo

Palazzo Sarcinelli | Galleria Novecento

Via XX Settembre 132, Conegliano, TV

Orari

Dal 16 gennaio al 6 febbraio 2022

Dal mercoledì al venerdì: 15 – 18

Sabato e domenica: 10 – 13 e 15 – 18

Biglietteria

Ingresso libero

Maggiori info

www.artika.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.