La crisi della democrazia non nasce dal popolo. Nasce dalle élite. È questa la tesi provocatoria e controcorrente che attraversa il nuovo libro di Alessandro Campi, Autoritarismo, populismo, nazionalismo, in uscita per Rubbettino Editore.
In un tempo in cui la parola “populismo” è diventata un insulto automatico e l’accusa di “autoritarismo” un riflesso condizionato del dibattito pubblico, Campi rovescia la prospettiva dominante: non è il popolo il principale responsabile dell’attuale crisi democratica, ma una classe dirigente che ha progressivamente svuotato la rappresentanza, personalizzato il potere e delegittimato il dissenso.
Il libro affronta senza retorica le trasformazioni che stanno investendo le democrazie occidentali: la regressione istituzionale, la crisi dei partiti, l’astensionismo crescente, il ritorno della nazione come spazio di identità e legittimazione politica. Ma soprattutto denuncia un paradosso sempre più evidente: élite che invocano la difesa della democrazia mentre diffidano del popolo.
Campi smonta le letture semplicistiche che assimilano il populismo a una patologia antidemocratica e lo interpreta invece come sintomo di uno scarto profondo tra le promesse della democrazia e la sua effettiva capacità di risposta. Non una giustificazione, ma un’analisi lucida (e scomoda). Allo stesso modo, contro l’idea che la nazione sia un residuo ideologico del passato, l’autore ne rivendica la persistente funzione politica in un’epoca segnata da insicurezza globale e crisi identitaria.
Il volume non offre consolazioni né slogan. Offre una diagnosi.?E la diagnosi è chiara: le democrazie contemporanee rischiano di svuotarsi dall’interno quando la distanza tra governanti e governati diventa strutturale, quando il potere si chiude in cerchie ristrette e quando la critica viene liquidata come devianza. Autoritarismo, populismo, nazionalismo è un libro destinato a far discutere perché rifiuta tanto il moralismo quanto il cinismo. E invita a una domanda inevitabile: può sopravvivere una democrazia che non si fida più dei suoi cittadini?
Alessandro Campi è professore ordinario di Storia delle dottrine politica dell’Università di Perugia, direttore dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano. Dal 2010 dirige il trimestre «Rivista di Politica». Editorialista dei quotidiani «Il Messaggero» e «il Mattino», è anche commentatore televisivo e radiofonico.
Antonio Cavallaro
UFFICIO STAMPA
+39 0968 6664275
+39 327 4792173
antonio.cavallaro@rubbettino.it
