Torna Prima della prima in tv – Gen Z all’Opera, il format televisivo che unisce cultura, musica e partecipazione delle nuove generazioni, con una puntata dedicata a Ferrovia Soprelevata, l’affascinante racconto musicale nato dal sodalizio tra lo scrittore Dino Buzzati e il compositore ferrarese Luciano Chailly, pilastro della cultura musicale italiana.
L’opera andrà in scena al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara il 23 e 24 maggio 2026. La puntata sarà disponibile on demand sul canale YouTube del Teatro da venerdì 15 maggio 2026, mentre la messa in onda tv è prevista per giovedì 14 maggio alle ore 23.30 su TeleRomagna (canale 14 del digitale terrestre).
Protagonisti assoluti della puntata gli studenti della classe 3B dell’Istituto Tecnico “GB Aleotti” di Ferrara CAT – Costruzione Ambiente e Territorio, supportati dai colleghi della 2B. I ragazzi sono stati preparati e coordinati dalla docente Paola Di Stasio, affiancata dai professori Cristian Simoni e Micol Mancuso, con la collaborazione della dirigente scolastica Francesca Apollonia Barbieri. Gli studenti guideranno il racconto dell’opera proponendo una rilettura del tutto originale: la trama è stata infatti ambientata a Ferrara nell’architettura del Novecento.
Durante la loro performance, arricchita da una coreografia appositamente realizzata da due studentesse, i ragazzi daranno vita alla scenografia urbana della città. Le due voci narranti incarneranno le Torri del Grattacielo, simbolo del progresso di fine anni ’50, da cui si può “vedere il sole quando la città è avvolta dalla nebbia”. Disposti lungo il corridoio centrale del Ridotto, a simulare viale Cavour, gli altri studenti rappresenteranno le meraviglie architettoniche dell’epoca in stile Liberty fino al quadrivio novecentista, dal complesso Boldini al Museo di Storia Naturale alla scuola Alda Costa.
Accanto al conduttore Marcello Corvino, ideatore e autore della trasmissione nonché direttore artistico del Teatro Comunale di Ferrara, ci sarà il giovanissimo direttore d’orchestra Federico Cavalieri, che guiderà l’Orchestra del Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara. L’organico, del tutto peculiare, prevede strumenti tra i più disparati, tra cui mandolino, fisarmonica e organo Hammond.
La nuova puntata, sponsorizzato da Eni, esplora la surreale e commovente trama dell’opera: un treno carico di demoni vola a 60 metri d’altezza, arrivando proprio tra i palazzi di Ferrara per rapire anime innocenti. Tra di loro, il diavolo Max individua la sua vittima perfetta in Laura, anima pura e incorrotta, ma finisce per innamorarsene, intraprendendo un percorso di redenzione che lo porterà a trasformarsi in un cane pur di salvarla, dando vita a una storia di redenzione e sentimento che attraversa l’intero racconto. Un’opera che mostra una grande compenetrazione tra il testo visionario di Buzzati e la musica originale di Chailly.
Per Marcello Corvino «Ferrovia Soprelevata è un omaggio a un grande figlio di questa città, Luciano Chailly, e al suo spirito innovativo. Gli studenti hanno fatto un lavoro straordinario: immedesimandosi negli edifici storici, hanno riscoperto le bellezze architettoniche e urbanistiche del Novecento ferrarese, unendo la storia locale al messaggio universale dell’opera».
Per Paola Di Stasio, «il lavoro di preparazione è stato intenso e i ragazzi sono stati davvero eccezionali. Hanno dimostrato una forte capacità di mettersi in gioco, riuscendo a immergersi a fondo nella storia di Ferrara, esplorandone l’architettura e l’urbanistica per poi reinterpretarla in scena. È stato un viaggio affascinante, ci siamo confrontati con una trama surreale, eppure profondamente commovente e di un’attualità disarmante».
Per il direttore generale del Teatro, Carlo Bergamasco, «il futuro della cultura passa attraverso gli occhi e le voci dei giovani. Per questo il Teatro Comunale di Ferrara continua a investire in progetti che lo rendano una casa accogliente, una comunità viva e profondamente inclusiva, dove il palcoscenico diventa lo strumento più potente per esplorare e dialogare con le sfide del mondo che verrà».
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