Dal 27 agosto al 2 settembre, 30 studiosi e architetti provenienti da tutto il mondo saranno a Vicenza per il 68° corso sull’architettura palladiana, organizzato dal CISA Andrea Palladio e dedicato quest’anno al tema del benessere nella casa del Cinquecento. Palladio e il benessere nella casa ben costruita propone di rileggere ville e palazzi palladiani a partire dal modo in cui l’architettura era pensata per migliorare la vita di chi sarebbe andato ad abitarla.
Sono molte le domande a cui il corso intende rispondere: come si viveva in una villa o in un palazzo progettato da Palladio? Attraverso quali sistemi venivano regolati il riscaldamento e il raffrescamento e come funzionavano i servizi igienici o le cucine? Fino a che punto la scelta dei materiali dipendeva dalle necessità del loro reperimento e riciclo, e quanto invece materiali e tecniche costruttive erano funzionali al benessere in termini di isolamento e ventilazione?
Per trovare risposta a queste domande, una prima fonte sono i Quattro Libri di Palladio, dove l’architetto parla – purtroppo con parsimonia – di impianti e di orientamento degli edifici. Anche gli inventari di ville e palazzi danno spesso spunti interessanti, descrivendo arredi e oggetti contenuti nelle abitazioni e restituendo uno spaccato della vita dei loro abitanti. Poi naturalmente ci sono gli edifici reali, o i loro disegni di progetto originali, in cui è possibile rintracciare i condotti per la distribuzione dell’acqua, come ad esempio a villa Barbaro a Maser, o i “cessi”, come lungo le scale di villa Foscari, o ancora le griglie di raffrescamento sui pavimenti della Rotonda e di palazzo Barbarano, così come i lavamani e i camini presenti in tutti gli edifici.
Ad avvicendarsi alla guida del corso saranno 17 docenti di profilo internazionale: Ilaria Abbondandolo (CISA Andrea Palladio), Donata Battilotti (già Università di Udine), Guido Beltramini (CISA Andrea Palladio), Andreas Beyer (Universität Basel), Paul Davies (University of Reading), Gianmario Guidarelli (Università degli Studi di Padova), Johanna Heinrichs (University of Kentucky College of Design), David Hemsoll (University of Birmingham), Deborah Howard (University of Cambridge), Federico Marcomini (CISA Andrea Palladio), Francesco Marcorin (CISA Andrea Palladio), Fernando Marías (Universidad Autónoma de Madrid), Laura Moretti (University of St Andrews), Carlotta Moro (University of Cambridge), Cara Rachele (ETH Zürich), Elena Svalduz (Università di Padova) e Vitale Zanchettin (Musei Vaticani, Roma; Università Iuav di Venezia).
Nella mattinata del 27 agosto quattro interventi apriranno i lavori affrontando l’argomento da altrettanti punti di vista complementari: la risposta palladiana alla questione del benessere abitativo (Palladio e il benessere nella casa ben costruita, Guido Beltramini), le fonti per comprendere come si viveva nelle ville e nei palazzi progettati da Palladio (Fonti per lo studio delle residenze palladiane, Donata Battilotti), la scelta dei materiali da costruzione in funzione del comfort (Palladio e i materiali, Vitale Zanchettin) e gli spazi per l’intrattenimento e la musica (The Architecture of Pleasure: Visualizing Domestic Harmony, Laura Moretti). A seguire, il corso manterrà la consueta formula con una serie di seminari nelle architetture, tenuti di volta in volta dagli specialisti che le hanno studiate. Accanto ai palazzi vicentini e alle ville verranno indagati anche edifici progettati da altri architetti, ponendo Palladio in dialogo con le sperimentazioni di Sansovino a villa Garzoni a Pontecasale, di Falconetto all’Odeo Cornaro a Padova e a villa dei Vescovi a Luvigliano, di Fra’ Giocondo a villa Giustinian a Roncade; e non solo in merito a ville e palazzi per l’aristocrazia, ma anche a residenze per i ceti più bassi, come nel caso delle abitazioni per popolazione a basso reddito a Venezia. A concludere il corso, nella giornata di mercoledì 2 settembre, avranno luogo un seminario sui disegni palladiani, tenuto da Guido Beltramini, rara occasione per interrogare dal vivo i fogli originali dell’architetto e venire a contatto con il suo metodo progettuale, e una rassegna di seminari sui libri, tenuti da Ilaria Abbondandolo, Andreas Beyer, Federico Marcomini, Fernando Marías e Cara Rachele.
Anche quest’anno il tema del corso richiama a Vicenza studiosi da tutto il mondo, con presenze sia europee, provenienti da Spagna, Francia, Belgio, Regno Unito e Paesi Bassi, sia extra-europee, da Argentina, Messico, Brasile, Stati Uniti d’America e India, molte delle quali hanno potuto usufruire di borse di partecipazione. A questo proposito, la 68esima edizione del Corso sull’architettura palladiana ha visto il sostegno di Save Venice Inc., organizzazione no-profit statunitense dedicata alla conservazione dell’arte e dell’architettura e alla conservazione dei siti del patrimonio culturale a Venezia; Friends of Palladio, organizzazione no-profit statunitense che sostiene la ricerca e le attività del CISA Andrea Palladio; Non ho l’età, associazione Centro storico città del Palladio, che da anni sostiene e promuove il Corso sull’Architettura Palladiana; L’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Vicenza, che ha scelto di riconoscere agli architetti partecipanti 30 c.f.; non ultimi, i privati che hanno messo a disposizione una o più borse in forma anonima.
La partecipazione al corso è riservata ai soli iscritti; gli interventi di apertura dei lavori potranno essere seguiti in diretta streaming sul canale YouTube del Palladio Museum e saranno fruibili in modo permanente anche dopo la trasmissione.
Informazioni sul corso: www.palladiomuseum.org/courses/palladio
Ufficio Stampa
Studio Esseci Comunicazione
Referente Roberta Barbaro: roberta@studioesseci.net
tel. 049663499
