Bassano del Grappa consegna il dossier di candidatura a Capitale italiana della cultura 2029

Bassano del Grappa ha ufficialmente consegnato il dossier di candidatura a Capitale italiana della cultura 2029 completando così un passaggio fondamentale di un percorso avviato dalla città, costruito insieme a quasi 200 realtà tra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini e sostenuto da oltre 40 Comuni di tre diverse province della Pedemontana veneta e da 28 soggetti riuniti nel Comitato promotore.

“Il progetto di candidatura di Bassano nasce dal confronto e dall’ascolto della città” dichiara Nicola Ignazio Finco, Sindaco di Bassano del Grappa. “È da questo percorso che abbiamo definito una visione chiara: non solo cultura, ma un modello di sviluppo che mette al centro la persona, la qualità dei servizi, l’innovazione e il protagonismo dei giovani, anche attraverso un hub interamente dedicato a loro. Le realtà culturali e associative, i progetti dell’Amministrazione e le nostre infrastrutture culturali sono i pilastri di un programma che vuole lasciare alla città nuove reti, nuove opportunità e una maggiore capacità di progettare insieme. L’ambizione è fare di Bassano del Grappa un modello di crescita culturale e urbana.”

“Questo dossier interpreta la cultura come un’energia di cambiamento. Parla di persone che possono migliorare le loro vite migliorando la loro città, e viceversa; e lo fanno insieme” concludono Barbara Guidi, Dirigente Cultura di Bassano del Grappa, e Paolo Dalla Sega, PTS, Advisor di candidatura. “E’ un grande progetto di partecipazione; è un calendario di grandi eventi, nei mille giorni da aprile 2027 a tutto il 2029, che racconta Bassano e le terre venete con importanti eventi espositivi e festival internazionali e cantieri culturali destinati a durare. La candidatura deve generare frutti duraturi, eredità anche materiali. È proprio questa l’intelligenza umana che abbiamo in mente e abbiamo messo a tema fin dal titolo.”

“La cultura ha un’intelligenza umana” è l’idea che guida la candidatura di Bassano del Grappa a Capitale italiana della Cultura 2029: una visione che mette al centro le persone e la loro capacità di orientare il cambiamento. Nell’era dell’intelligenza artificiale, la cultura accoglie le possibilità della tecnologia, mantenendo nell’immaginazione e nel dubbio critico gli strumenti per interrogarne il
senso e sceglierne le finalità. Tra montagna e pianura, Bassano ha costruito la sua identità attraverso gli scambi, maturando un’attitudine a tradurre le idee in opere. Dal Ponte palladiano all’epopea editoriale dei Remondini, il suo ingegno si è inscritto nelle cose e nel paesaggio. La candidatura raccoglie questa eredità per rimetterne in circolo i saperi e farne materia di nuove esperienze.

Il progetto inviato al Ministero si articola in quattro pilastri: Bassano a vent’anni, che indaga le aspirazioni delle nuove generazioni; La città delle immagini, che valorizza l’eredità di Jacopo Bassano, di Canova e dei Remondini interrogando la cultura visiva contemporanea; Geografia della storia, che mette in relazione memoria, paesaggio e identità; Officine del terzo millennio, che interpreta la tradizione manifatturiera come laboratorio di innovazione creativa. In questo quadro, il TAG – Tavolo Agenda Giovani e la rigenerazione di Palazzo Bonaguro invitano i giovani a concorrere alle scelte e alla vita della città, sperimentando forme di partecipazione nelle quali all’espressione delle proprie ambizioni si accompagna una responsabilità verso la comunità.

Cuore del dossier è un programma nel quale le grandi mostre e le produzioni originali si affiancano alle iniziative e ai progetti nati dal confronto con il territorio, i cantieri culturali aprono i luoghi a nuove possibilità d’uso e gli interventi di rigenerazione urbana, turismo, inclusione sociale, innovazione, mobilità e lavori pubblici concorrono alle condizioni che rendono possibile la sua attuazione. Il Ponte Vecchio, simbolo della candidatura, piazza coperta e spazio d’incontro, ne riassume l’ambizione: fare di Bassano una città accessibile, rivolta al futuro. Una città nella quale il patrimonio continui a generare conoscenza e le relazioni nate dalla cultura possano durare oltre il 2029.

“La nostra città ha intrapreso da anni un percorso di progettazione culturale capace di dialogare con il tessuto economico e sociale, coinvolgendo cittadini, imprese, associazioni e istituzioni. Accanto alle grandi mostre e ai festival, abbiamo costruito nel tempo molte occasioni di partecipazione diretta, perché crediamo che la cultura trovi la sua forza proprio quando riesce a entrare nella vita quotidiana delle persone e a diventare strumento di crescita collettiva” afferma Giada Pontarollo, Assessore alla Cultura di Bassano del Grappa. “La candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029 ci ha dato l’opportunità di mettere a sistema questo patrimonio di esperienze, rafforzando relazioni, progettualità e visione. Bassano parte da una storia straordinaria, ma la sua vera forza sta nella capacità di interpretare il cambiamento e trasformarlo in nuove opportunità. È con questo spirito che abbiamo costruito il la candidatura: valorizzare le nostre radici per generare futuro e fare della cultura una leva concreta di sviluppo, innovazione e coesione per l’intera città.”

Martina Zuccherini
Media Relation Manager

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