“Ho sognato il mare” Personale di Maurizio Armellin a Vittorio Veneto

HO SOGNATO IL MARE mostra di Maurizio Armellin

Da sabato 19 dicembre 2015 a domenica 21 febbraio 2016 la Galleria d’Arte MAIBOX di Vittorio Veneto ospiterà la mostra “Ho sognato il mare” di Maurizio Armellin, artista di Vittorio Veneto. La mostra si compone di grafiche a “stampa Giclée – ink jet Fine Art”, collage realizzati con feltri colorati e di alcune sculture FaceRobot realizzate in plexiglass assemblato. Un viaggio tra segni e sogni, tra immaginario e quotidiano accompagnato da suoni e rumori del e dal mare appositamente manipolati per “Ho sognato il mare” dall’amico Marco “La Nonna” Posocco.

HO SOGNATO IL MARE.
Testo di Stefano Pillon
dal catalogo Ho sognato il mare.

Calma piatta sui Mari di Mauri. Mare disteso e tranquillo, epurato da ogni cliché pateticamente romantico, che lo voleva procelloso e rovinoso. Mare senza più Sturm e senza più Drang. Anti-romantico e anti-naturalistico, inevitabilmente, è il mare di Armellin. È un mare che certamente l’artista ha visto, ascoltato e respirato, forse nuotato, magari bevuto, ma che ora – nel rievocarlo – fedele al suo modus operandi, egli compendia e distanzia in una griglia di fettucce e riquadri di kleeiana ascendenza.
E già sembra scomparso ogni palpito ed ogni alito. Mare più in vitro che in vivo, quasi sintetizzato in provetta.

Dalla stilizzazione grafica Armellin passa poi alla stilizzazione cromatica, dal disegno a mano all’elaborazione al computer: le linee nere di contorno, si riempiono ora di piatte campiture colorate, selezionate dalla palette digitale. E così, dribblando tra Pop ed Op, il computer totalmente prosciuga l’immagine, la sintetizza di nuovo, non già in vitro, in silico. Eppure l’incanto non manca. Anzi, si incanta l’incanto, nella fermezza stupefatta dell’icona, come in una sognante fiaba d’oriente.

Ci incanta nel cielo di velluto punteggiato di stelle, nella luna tonda tonda, nei riflessi che si rifrangono prismaticamente in tutte le varianti del blu: verde, turchino, oltremare, violetto. Ci incanta nelle barchette gialle, ancorate all’orizzonte, gioco bambino, che è galleggiante metafora dell’umano esistere, solitarie o accoppiate: l’io e il tunel mare della vita.

È un vivo filtrato quel mare, filtrato in vitro, filtrato in silico, dalla memoria e dal sogno. Viaggio mediatico e viaggio interiore. È passato che si proietta al futuro, è ricordo che si fa desiderio.
È acqua mediterranea, distillata e sigillata in un intarsio neobizantino, quasi a proteggerne e a preservarne la pura, minacciata bellezza. Estremo salvataggio ecologico che l’arte fa alla natura.

Travasati tra nostalgia ed utopia, quel mare e quel cielo comunque non appartengono più al nostro tempo. Ma quando, senza altre presenze, riempiono il quadro, e – come in un Klein rattoppato – gli azzurri non lasciano più una via d’uscita, alloraz l’unica possibilità che ci resta è immergersi in quella azzurrità…E quel mare diventa il mio mare: dal passato e dal futuro rifluisce al presente, riempie il mio occhio, e ancòra – in questo mare – m’è dolce il naufragar.

Maurizio Armellin
Cenni biografici

È nato nel 1960 a Vittorio Veneto (Tv), dove vive e lavora. Ha studiato grafica e scenografia a Venezia. Dal 1986 insegna all’Istituto Statale d’Arte oggi Liceo Artistico“Bruno Munari” di Vittorio Veneto. Dal 1979 ad oggi ha esposto in gallerie d’arte, fondazioni e musei in Italia ed in Europa. Ha disegnato multipli, creato installazioni e progetti per il mondo del vino e del cibo, curato conferenze e convegni sulla grafica e comunicazione visiva. Attualmente collabora con lo chef pluristellato Pino Cuttaia del Ristorante La Madia di Licata per il quale ha curato la realizzazione dei menù del ristorante e la comunicazione visiva della sua bottega – dispensa food uovodiseppia e l’immagine grafica dei prodotti.

Ha disegnato per Maurizio Menichetti, Ristorante Caino, Montemerano (Gr); Consorzio del Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e Consorzio Colli di Conegliano; Bellenda, Vittorio Veneto (Tv); Aziende Agricole Edi Keber, Renato Keber, Roberto Picèch, Cormòns (Go); Radikon, Oslavia (Go); Terre di Beba Associazione per il Territorio, Cormòns (Go). Suoi lavori sono stati pubblicati sulle riviste Linea Grafica, Progetto Grafico, Art Lab, Juliet Art Magazine, ApArte, Italia Squisita, Cucina Italiana, Panorama.

Riferimenti alla sua opera sono contenuti tra l’altro in Last Trax, a cura di Vittore Baroni, Piermario Ciani, Massimo Giacon, 1987; Fotocopie – l’uso creativo della fotocopiatrice nella comunicazione visiva, a cura di Carlo Branzaglia, con scritti di Giovanni Baule e Renato Barilli, Azzurra editore, Milano 1994; Work in Progress – 20 anni del Gruppo ’78, a cura di Maria Campitelli, Trieste 1999; Marginali – iconografie delle culture alternative, a cura di Carlo Branzaglia, Castelvecchio editore, Roma 2004; La Fondazione Bevilaqua La Masa, in Il Novecento vol.2, a cura di Alessandro Del Puppo, editore Electa, Milano 2005.

Hanno scritto e curato la presentazione di suoi lavori:
Maria Campitelli, Carlo Montanaro, Romano Perusini, Carlo Branzaglia, Umberto Daniele, Marta Mazza, Stefano Pillon, Cinzia Canzian, Beppe Mora, Alberto Camerotto, Fabio Norcini, Rodolfo Piccin, Clara Divizia, Edi Keber, Paolino Libralato, Aldo Segat, Fulvio Dell’Agnese, Edoardo Di Mauro, Carlo Sala.

La mostra si può visitare ogni sabato dalle ore 17.00 alle ore 19.00 fino al 21.02.2016 su appuntamento: MAIBOX +39 0438 554217.

Contatti:
maurizio.armellin@alice.it
www.armellinmaurizio.blogspot.com
fb: Maurizio Armellin
twitter: @MArmellin
instagram: maurizioarmellin

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