“Faccia da mostro”, di e con Lirio Abbate

L’ombra di un ex agente sui delitti di mafia. I servizi deviati, Gladio, e la misteriosa donna su cui si indaga per le stragi degli anni Novanta. L’Università degli Studi eCampus presenta, all’interno della propria rassegna editoriale online “A tu per tu con l’autore”, il libro “Faccia da mostro”, di Lirio Abbate (Rizzoli, 2021, p. 252).

L’appuntamento è per martedì 13 luglio 2021, ore 18, con il webinar on line sui canali Facebook e Youtube di eCampus e sulla eCampus Web Radio, in compagnia dell’autore, Lirio Abbate, intervistato da Fabio Sanvitale.

«Io credo che il personaggio con il volto sfregiato sia molto pericoloso. È un cane, sto parlando di un uomo fuori dalle regole.» «C’è un uomo molto brutto che ha contatti con la ’ndrangheta e con Cosa nostra, ha il viso sfigurato, è un ex poliziotto passato ai servizi segreti.» Sono solo alcune delle deposizioni che a partire dai primi anni Duemila inquadrano Faccia da Mostro. Si parla di lui per l’omicidio di Ninni Cassarà, a Palermo, nel 1985. Per quello di un bambino, Claudio Domino, l’anno dopo. Per il fallito attentato all’Addaura ai danni di Giovanni Falcone, e per l’omicidio di un poliziotto, Nino Agostino, e della moglie, entrambi nell’estate del 1989. Secondo i pentiti, anche nelle stragi di Capaci e via D’Amelio lui, Faccia da Mostro, avrebbe avuto un ruolo di primo piano.

Nel 2007 si arriva a un nome. Giovanni Pantaleone Aiello, in servizio alla Squadra Mobile di Palermo (quella di Bruno Contrada) fino al 1977. Ferito sul campo in Sardegna a fine anni Sessanta, ha il volto sfigurato da una fucilata. Il cerchio si stringe, iniziano le indagini. I pentiti lo riconoscono nelle foto, il padre dell’agente Agostino, Vincenzo, dice che è lui l’uomo, «il collega» che venne a cercare il figlio pochi giorni prima dell’agguato. Nel 2017, a processo ancora in corso, Aiello muore per un malore sulla spiaggia del paesino calabrese dove vive. Il corpo verrà cremato. Fin qui la vicenda svelata nella sua linearità.

Lirio Abbate, da sempre impegnato nella lotta alla mafia con le sue inchieste, riesce invece in un’atmosfera quasi da romanzo a ricostruire tutti i misteri dietro questa storia terribilmente vera e documentata. Tra sospette connivenze con la criminalità organizzata e con apparati deviati dei servizi, Faccia da Mostro compare in troppe vicende sanguinarie ancora in parte irrisolte. Accanto a lui, in più occasioni, una figura femminile, una «donna pericolosissima», una «guerriera» secondo le parole dei collaboratori di giustizia. Che oggi potrebbe avere un volto e un nome.

«Sospetti molti, avvistamenti parecchi. Brandelli di verità che vanno a comporre un ritratto oscuro,
non meno deturpato del volto su cui tutte le descrizioni concordano. Non è facile immaginare che aspetto possa avere un fantasma.» – Lirio Abbate

LIRIO ABBATE
Siciliano, è vicedirettore de «L’Espresso». Si occupa prevalentemente di attualità, ed è autore di esclusive inchieste su corruzione e mafie. Scrive per il cinema e la televisione. Reporters sans frontières lo ha inserito fra i «100 eroi dell’informazione» nel mondo. Con Peter Gomez ha scritto I complici (2007), con Marco Lillo I re di Roma (2015), con Marco Tullio Giordana Il rosso & il nero (2019). Per Rizzoli ha pubblicato Fimmine ribelli (2013) e i bestseller La lista. Il ricatto alla Repubblica di Massimo Carminati (2017) e U siccu. Matteo Messina Denaro: l’ultimo capo dei capi (2020).

FABIO SANVITALE
Giornalista investigativo, scrittore, ripperologist, docente, è esperto di cold cases. I suoi libri hanno contribuito a gettare luce su importanti casi criminali del passato, tra cui l’omicidio di Pier Paolo Pasolini e quello del Canaro della Magliana. Ha studiato criminologia con Franco Ferracuti e Francesco Bruno, è laureato in Scienze e tecniche psicologiche ed ha conseguito un master in criminologia alla Sapienza di Roma. Ha scritto per Il Tempo, Il Messaggero, Detective, Giallo e www.cronaca-nera.it. È regista del documentario Pasolini, poesia e sangue (2019).Ha pubblicato, con Vincenzo Mastronardi, Leonarda Cianciulli. La Saponificatrice (2010); con Armando Palmegiani, Un mostro chiamato Girolimoni (2011), Morte a Via Veneto (2012), Omicidio a Piazza Bologna (2013), Sangue sul Tevere (2014, con V. Mastronardi), Sacro sangue (2015), Accadde all’Idroscalo (2016), Amnesie (2018), Il caso Elisa Claps (2019). Con C. Camerani e P. Lombardo, Satanismo tra mito e realtà (2017). È docente in corsi di formazione criminologica (per Cepic, Ophir, NeroCrime, Rea, Master in criminologia e scienze strategiche alla Sapienza Università di Roma).

L’Università eCampus è un Ateneo che, attraverso una didattica e-learning, propone 60 percorsi di laurea e numerosi master altamente professionalizzanti. Tra i principali obiettivi, la c.d. “Terza Missione”, l’insieme cioè di tutte quelle attività con le quali l’Università, oltre a fare Alta formazione e Ricerca, entra in contatto con il contesto socio-economico attraverso il trasferimento e la valorizzazione delle conoscenze. Ciò sin dalla sua
istituzione (con Decreto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca del 30 gennaio 2006) e grazie alla presenza capillare con proprie sedi in tutte le principali città d’Italia.
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