MONTAGNE, ATTESE E MISTERI Tre incontri alla scoperta di Dino Buzzati

Dino Buzzati e le sue montagne

A 50 anni dalla sua scomparsa la sezione del Club Alpino italiano di Oderzo celebra lo scrittore bellunese Dino Buzzati con tre serate culturali e una mostra fotografica.

L’evento è promosso con la preziosa collaborazione di Fondazione Oderzo Cultura e Premio di Poesia Mario Bernardi, dell’Associazione internazionale Dino Buzzati e patrocinato dalla Regione Veneto, dal Comune di Oderzo, dal C.A.I. Nazionale, dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e il contributo di aziende e professionisti del territorio.

Le tre serate e la mostra fotografica si svolgeranno nella splendida cornice di Palazzo Foscolo e del Museo Archeologico “Eno Bellis” di Oderzo.

Il programma delle serate rende omaggio al grande scrittore Dino Buzzati e rientra nel progetto culturale “La montagna e noi” con cui la sezione del C.A.I di Oderzo sviluppa da anni la conoscenza e la cultura della montagna nell’ambito artistico, ambientale, sportivo e la difesa del suo ambiente naturale.

Il filo conduttore in tutte le sue opere è la montagna. L’atmosfera che si percepisce prende forma in quel tempo sospeso, rarefatto, che pervade certi suoi racconti (“il tempo della montagna”, che gli alpinisti ben conoscono) come scrive Patrizia Dalla Rosa o, più spesso, incarna il simbolo di un regno dove uomo e natura si confrontano mediante una visione estremamente moderna della salvaguardia dell’ambiente montano sempre presente nei suoi scritti giornalistici e nei suoi libri.

Buzzati scriveva: “Per capirle, le Dolomiti, veramente, occorre un po’ di più. E non vogliamo dire arrampicate in piena regola. Bastano i sentieri. Entrare, avventurarsi un poco fra le crode, toccarle, ascoltarne i silenzi, sentirne la misteriosa vita”. Il C.A.I. di Oderzo con questo evento vuole ricordare Dino Buzzati e il suo modo di vedere e vivere le sue amate montagne come luogo dell’anima, narrate dal suo sguardo poetico e artistico dove i confini tra il possibile e l’impossibile non sono mai certi.

Programma delle serate

Sabato 12 novembre – ore 18 – Serata inaugurale con apertura della mostra fotografica e incontro sul tema “Il rapporto di Buzzati con la montagna, la sua Val Belluna e il paesaggio veneto tra realtà e mistero”.

Intervengono Patrizia Dalla Rosa, responsabile della Ricerca del Centro Studi Buzzati; Giuliano Dal Mas scrittore, socio accademico del CSM; Manrico Dell’Agnola, alpinista e professionista dell’immagine, socio accademico del CSM. Moderatore dottor Stefano Talamini.

Giovedì 17 novembre ore 20.45 – Federica D’Angelo presenta Tutto DINO BUZZATI in 39 ex-voto: da “I miracoli di Val Morel” al Buzzati meno conosciuto.

Giovedì 24 novembre ore 20.45 – recital teatrale di e con Paola Brolati, autrice e attrice solista: “A strapiombo sull’acqua”, monologo teatrale da scritti di Dino Buzzati sul connubio tra monti e laguna.

Dal 12 novembre al 24 novembre – Mostra fotografica “Il paesaggio buzzatiano tra mistero e realtà” Museo Archeologico “Eno Bellis”– sala delle anfore a cura di Roberto Soramaè con la partecipazione di DarioTonet e Luigi Zampieri e il contributo dell’archivio dell’Associazione Internazionale DINO BUZZATI di Feltre. Gli studenti dell’I.S.I.S. “A.V.Obici” liceo artistico con indirizzo grafica-audiovisivo multimediale di Oderzo partecipano con approfondimenti sui luoghi di Dino Buzzati interpretati da alcuni pittori bellunesi tra ‘800 e ‘900.

Sede degli eventi: Palazzo Foscolo, via Garibaldi, 65 Oderzo (TV)

Sede della mostra fotografica: Museo Archeologico “Eno Bellis”, 63 Oderzo (TV)

Orari:
Venerdì, sabato, domenica: 14.00-19.00
Giovedì 17 e giovedì 24 novembre la mostra fotografica è aperta dalle 19.45 alle 20.45.

Ingresso gratuito alla mostra e agli eventi.

Organizzazione: Sezione di Oderzo del Club Alpino Italiano

Ideazione e progetto: a cura della prof.ssa Paola Finotto

Collaborazioni: Fondazione Oderzo Cultura, Premio di Poesia Mario Bernardi, Associazione Internazionale Dino Buzzati- Feltre

I.S.I.S. “A.V.Obici”- Liceo artistico con indirizzo grafica-audiovisivo multimediale di Oderzo

Contatti:

Riferimento C.A.I. Oderzo cell.3406955853
Per tutte le Informazioni consultare il sito www.caioderzo.it

Dino Buzzati nacque il 16 ottobre del 1906 alle porte di Belluno in località San Pellegrino nell’antica villa di famiglia, morì il 28 gennaio 1972 in una notte milanese colpita da una tormenta di neve a ricordargli le sue montagne.

Artista poliedrico: poeta, pittore (il suo stile ricorda il Simbolismo e la metafisica di De Chirico), drammaturgo, costumista, librettista e scenografo ( si vedano le sue collaborazioni con Luciano Chailly, Igor Stravinskij, Fellini), di mestiere giornalista, ma soprattutto scrittore – tradotto in 34 lingue- fu , tra le altre cose, antesignano nella stesura di un romanzo a fumetti “ Il Poema a fumetti” sul mito di Orfeo e Euridice in chiave moderna, che è un inno alla vita attraverso la morte e che tanto scalpore fece nel 1969, anno della sua pubblicazione.

Come giornalista (cronista, redattore e inviato di guerra, critico musicale e d’arte) iniziò il suo ‘mestiere’, come lo chiamava, il 20 luglio del 1928, al «Corriere della Sera» come cronista e vi rimase, come firma prestigiosa, sino alla fine. Per Buzzati essere giornalista e scrittore era un tutt’uno e un’attività influenzò l’altra, sempre con l’intento di sondare il mistero del vivere umano, usando magistralmente il paradosso e l’inverosimile per indagare l’animo umano e il lato nascosto della realtà.

Appassionato seppur discreto alpinista, innamorato in particolare delle Dolomiti, che ha mirabilmente raccontato con il suo stile raffinato ma semplice, evocativo, a tratti quasi surreale anche quando parlava di chiodi, salite, corda doppia o delle sue passeggiate nei sentieri misteriosi della sua Val Belluna. Le guglie come la Gusela, le pareti bianche delle Dolomiti, la Schiara e la Civetta, le Pale di San Martino, la foresta di Somadida furono le silenziose testimoni di Barnabò delle montagne, il suo primo libro (1933), de Il segreto del Bosco Vecchio (1935) adattato per il cinema da Ermanno Olmi (1973) e del suo più grande successo Il deserto dei Tartari (1940).

Nei suoi libri, nei suoi articoli nelle sue opere artistiche assistiamo all’incontro e alla fusione di arti diverse. Buzzati amava rompere gli schemi, farsi beffa della razionalità, utilizzare due diversi livelli narrativi: quello reale e quello simbolico dove il tempo della montagna è uno stato di coscienza, rappresentazione del bello e del buono, ma anche del mistero e dell’inintelligibile.

fonte https://www.oderzocultura.it

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