.EACAPO: NASCE A TREVISO UNA NUOVA ASSOCIAZIONE PER LA NUOVA DRAMMATURGIA

Si è tenuta oggi a Casa Robegan, sede della Fondazione Mazzotti, la presentazione pubblica di .eacapo, associazione culturale recentemente nata a Treviso per promuovere la nuova drammaturgia italiana e le pratiche artistiche legate alla scrittura per la scena.

Fondata da Alex Cendron, attore e pedagogo, Cristina Palumbo, progettista culturale, e Marina Grasso, giornalista culturale, .eacapo si propone di costruire un punto di riferimento stabile per autori, artisti, operatori culturali e pubblico, attraverso attività formative, occasioni di confronto e progetti dedicati alla scrittura teatrale contemporanea.

Radicata a Treviso ma aperta al dialogo nazionale, .eacapo nasce per dare continuità e sviluppo a un lavoro già avviato negli ultimi anni, con l’ambizione di allargarne progressivamente il raggio d’azione attraverso formazione, ricerca, relazione con gli autori e collaborazione con il sistema culturale. In questa prospettiva, l’associazione ha avviato le procedure per l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

Il primo progetto assunto da .eacapo è la gestione del Premio Nazionale di Drammaturgia Contemporanea Italiana “Giuseppe Bepo Maffioli”, dedicato a una delle figure più significative della cultura trevigiana del Novecento. Nato nel 2022 da un’idea di Alex Cendron all’interno della rassegna GEA. – Gioiosaetamorosa Treviso Contemporary Theater Festival, il Premio ha progressivamente costruito uno spazio riconoscibile per la scrittura teatrale contemporanea. Oggi assume una forma autonoma all’interno di .eacapo, che ne cura la gestione e ne sostiene lo sviluppo come progetto stabile dedicato alla nuova drammaturgia italiana. La quinta edizione rinnova il rapporto con il Comune di Treviso e apre una nuova fase di collaborazione con il TSV – Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. La direzione artistica resta affidata ad Alex Cendron.

I risultati del bando, aperto il 9 aprile e chiuso il 14 giugno, indicano la solidità del progetto: le candidature raccolte sono state 317, delle quali 306 ammesse alla selezione. Tra queste, 108 opere sono state presentate da autrici e autori under 35 e concorreranno anche al riconoscimento dedicato alle nuove generazioni. Numeri che confermano la capacità del Premio di crescere e di richiamare autrici e autori da tutta Italia.

Gli autori candidati hanno età comprese tra i 20 e gli 83 anni, con un’età media di 43 anni, restituendo l’immagine di un panorama creativo ampio e intergenerazionale. Le opere presentate offrono inoltre una fotografia articolata della nuova drammaturgia italiana, caratterizzata da una significativa varietà di linguaggi, registri e provenienze geografiche. La maggior parte dei testi è pensata per piccoli organici e forme produttivamente sostenibili, ma emerge anche una notevole ricchezza di soluzioni espressive e sperimentazioni linguistiche.

Particolarmente significativo è il coinvolgimento del pubblico. La call per la Giuria Popolare, chiusa anch’essa il 14 giugno, ha raccolto 34 candidature provenienti prevalentemente dal Veneto ma anche da altre regioni italiane. Le età dei partecipanti spaziano dai 19 ai 77 anni e comprendono studenti, insegnanti, operatori culturali, professionisti e appassionati. Oltre l’80 per cento dei candidati ha già confermato la propria presenza alla giornata conclusiva del Premio.

Uno degli elementi distintivi del progetto resta infatti il dialogo tra la Giuria Tecnica, composta da figure del sistema teatrale nazionale e regionale, e la Giuria Popolare, comunità di lettura chiamata a confrontarsi direttamente con le opere candidate. Un modello che affianca allo sguardo professionale quello del pubblico e che negli anni ha contribuito a costruire attorno al Premio una partecipazione sempre più ampia.

Le giornate finali del Premio Maffioli si svolgeranno dal 23 al 27 settembre 2026 al Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso e riuniranno autrici, autori, operatori e pubblico per le letture sceniche dei testi finalisti e la cerimonia di premiazione.

Accanto al premio, l’associazione svilupperà progressivamente un’attività continuativa sulla nuova drammaturgia italiana e sulla scrittura per la scena: laboratori, tutoraggi per autrici e autori, iniziative formative, incontri pubblici, pubblicazioni, archivi e collaborazioni con scuole, università, teatri e istituzioni culturali. Ed anche un’attività editoriale che inizierà proprio dal Premio Maffioli, con la pubblicazione dei testi vincitori.

Ulteriori informazioni
Sito: https://eacapo.org (attiva anche mailing list per aggiornamenti)
Social: ets.eacapo

DICHIARAZIONI

Alex Cendron, presidente di .eacapo e direttore artistico del Premio Giuseppe Bepo Maffioli:
«La crescita del Premio conferma che esiste un bisogno reale di spazi dedicati alla nuova drammaturgia italiana. È un risultato che ci rende felici ma che richiede anche energie e responsabilità sempre maggiori. Mi auguro che attorno a .eacapo e al Premio possa crescere il sostegno di istituzioni, operatori e cittadini. Ora però guardiamo a questa quinta edizione, che sarà ricca di novità e conferme».

Andrea Simionato, presidente della Fondazione Mazzotti:
«La nuova drammaturgia è uno dei linguaggi attraverso cui il presente si racconta e si interroga. Per questo la Fondazione Mazzotti è lieta di accogliere a Casa Robegan la presentazione di un progetto che mette al centro la scrittura contemporanea, la formazione e il dialogo tra generazioni. È una direzione coerente con il percorso che stiamo sviluppando per fare di questo luogo uno spazio sempre più aperto alla cultura contemporanea».

Maria Teresa De Gregorio, assessora alla cultura del Comune di Treviso:
«La nascita di .eacapo consente a Treviso di consolidare un lavoro importante sulla nuova drammaturgia italiana e sulla scrittura per la scena, avviato con il Premio Giuseppe Bepo Maffioli nell’ambito di GEA. – Gioiosaetamorosa Treviso Contemporary Theater Festival. Il Premio ha già dimostrato la capacità di richiamare autrici e autori da tutto il Paese e di costruire attorno ai testi un dialogo tra artisti, operatori culturali e pubblico. L’Amministrazione comunale, che ha sostenuto questa esperienza fin dalla sua prima fase, accompagna oggi con convinzione la nascita di una nuova realtà culturale, capace di unire il legame con la storia della città all’ambizione di fare di Treviso un punto di riferimento nazionale per le nuove scritture teatrali».

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