Presentazione dell’ultimo lavoro letterario, C’era una volta il Trenino dell’Altopiano”, dell’autore Giovanni Rattini.

“C’era una volta il Trenino dell’Altopiano…” di Giovanni Rattini

Domenica primo marzo 2009, alle ore 18.30, presso il Centro Biblioteche-Libreria Lovat di Villorba lo scrittore giornalista Giovanni Rattini presenterà la sua ultima fatica letteraria, “C’era una volta il Trenino dell’Altopiano”, pubblicato dalla casa editrice Cleup, ovvero viaggi, storie e ricordi lungo la gloriosa ferrovia, che collegava Piovene Rocchette ad Asiago. Continua la lettura di Presentazione dell’ultimo lavoro letterario, C’era una volta il Trenino dell’Altopiano”, dell’autore Giovanni Rattini.

Dipinti in “blake”, in Sir William Blake.

Il titolo di “Visionario geniale” nell’arte moderna, per eccellenza, spetta a Lui, a Sir William Blake, coscienza mistica di un’Inghilterra che ne ignorò il talento troppo a lungo e, che oggi lo celebra, a ragione, con gli onori di un Re immaginifico. In vita, ghettizzato ed osteggiato, lo consideravano poco più di un tipografo, a tratti folle, per quel suo percepire e captare, con immediatezza, le oscure insidie, nascoste nelle anime altrui. Oggi, gli si rende finalmente giustizia, ritenendolo un eclettico, un profetico innovatore della scena artistica tra Settecento ed Ottocento, tant’è che i suoi pregiati acquerelli vengono accolti nelle gallerie private e pubbliche di maggior richiamo, come la Tate Britain di Londra, che ironicamente sorge su un’area della capitale londinese, la South-West, dove una volta c’era la prigione nella quale l’artista fu brevemente rinchiuso: potenza di un riscatto giunto tardivo, ma pur sempre giunto. Continua la lettura di Dipinti in “blake”, in Sir William Blake.

L’arte dei corpi, l’arte sui corpi: “la Body art” secondo la saggista Lea Vergine!

Copertina del libro “Body art e storie simili” di Lea Vergine

Ammesso e talvolta concesso che, come sostiene l’autrice stessa, il critico d’arte sia solo un parassita, un parassita anche squisito, ma con l’unica funzione di riuscire a scatenare emozioni con la propria scrittura, parlando di emozioni scatenate da altri con le immagini, Lea Vergine è un “parassita” di razza longeva. Nel 1974 pubblicò “Il corpo come linguaggio”, un libro che si esaurì prestissimo, anche in edizione inglese e, che ha continuato a vivere in innumerevoli fotocopie tra giovani artisti e studiosi acerbi. A più di trent’anni di distanza con il titolo “Body art e storie simili” (casa editrice Skira, pagine 296, costo 15,00 €) è stato rimesso sul mercato tale e quale, con l’aggiunta di una ventina di pagine finali, in cui l’autrice racconta come il fenomeno abbia ripreso fiato all’inizio degli anni Novanta e, come stia infelicemente marciando. Continua la lettura di L’arte dei corpi, l’arte sui corpi: “la Body art” secondo la saggista Lea Vergine!

Libero De Libero: poeta e “manager” artistico di altri tempi!

Ritratto di Libero De Libero ad opera di Alberto Savinio

Tutti o almeno la gran parte dei poeti italiani, più o meno grandi, del secolo scorso, si sono sempre occupati della pittura dei loro contemporanei. Nel ‘900, un posto di rilievo spetta a Libero De Libero (1903-1981), il quale, però, aveva qualcosa di più degli altri: spiccate qualità di organizzatore o, come si direbbe oggi, di promotore culturale. Continua la lettura di Libero De Libero: poeta e “manager” artistico di altri tempi!

Il Beniamino della corte medicea che giungeva dalle Friande: il tormentato Livio Mehus

Dipinti tratti dalla serie “Le stagioni” di Livio Mehus.

All’epoca sua, si era nei fasti del Barocco, Livio Mehus (1631-1691) fu uno degli artisti più in voga e più richiesti. Tutta Firenze, dalla Corte dei Medici fino alle frange più popolari, era innamorata della sua pittura torbida, un po’ allucinata, ricca e spumeggiante. Morì poco più che sessantenne, nel 1691 e, la fama gli sopravvisse per qualche tempo: nel Settecento le sue opere furono “visitate” dai primi viaggiatori del Grand Tour, il grande ritrattista inglese Joshua Reynolds, durante un soggiorno fiorentino nel 1752, si dilettò a copiare diverse sue tele esposte a Palazzo Pitti e, Jean Honorè Fragonard, il genio che dettò la misura della nuova pittura settecentesca, lo tenne tra i suoi predecessori più valenti. Continua la lettura di Il Beniamino della corte medicea che giungeva dalle Friande: il tormentato Livio Mehus