Archivi categoria: Storia dell’Arte

Solitaria, introversa, sfuggente: Gwen John e il suo intimismo pittorico!

Gwendolen John nacque il 22 luglio del 1876 a Pembrokeshire, nel Galles. Era sorella maggiore del fantasmagorico, prolifico pittore Augustus John, il quale, nonostante una carriera più ricca di pubblici riconoscimenti e di guadagni, negli ultimi anni si dice affermasse: “Fra cinquant’anni ci si ricorderà di me solo come del fratello di Gwen John”. Certo la fortuna della pittrice, che lei vive, fu rilevante benché di non vasta portata, negli anni recenti si è considerevolmente allargata. Continua la lettura di Solitaria, introversa, sfuggente: Gwen John e il suo intimismo pittorico!

Katsushika Hokusai, il “Vecchio Pazzo per la pittura” che ispirò Van Gogh e Monet.

Vincent Van Gogh, indubbiamente il più geniale e tormentato tra i talenti pittorici del Post-Impressionismo, così scriveva al fratello Theo, riferendo la scoperta destinata ad influenzare gli ultimi anni della sua produzione artistica: “Se si studia attentamente l’arte giapponese, allora si vede un uomo, incontestabilmente saggio ed intelligente, impegnato a dedicare il suo tempo, ma a che cosa? A studiare la distanza della Terra dalla Luna? No. A riflettere sulla politica del cancelliere Bismarck? No. Quest’ artista dedica il suo tempo a studiare un filo d’erba. Questo filo d’erba, però, lo porta a disegnare le piante e poi le stagioni, i grandi paesaggi, gli animali ed, infine, la figura umana. E’ così che trascorre la sua esistenza e, la vita è troppo corta per permettergli di fare tutto. Non è, dunque, quasi una religione quella che c’insegnano questi giapponesi così semplici, che vivono a diretto contatto con la natura come fossero loro stessi dei fiori?” Continua la lettura di Katsushika Hokusai, il “Vecchio Pazzo per la pittura” che ispirò Van Gogh e Monet.

Tra veli di tulles color pastello e passi di arabesques, ecco a voi il Padre pittorico delle Ballerine: Monsieur Edgar Degas!!

Edgar Hilaire Germain Degas (1834-1917), noto come uno dei pochi se non l’unico impressionista che ai fiori e ai giardini “en plein air” preferiva le ballerine dai colori pastello e i ridotti dei teatri dell’Opera, amava ripetere che in pittura bisognava “stregare la verità”: un principio che, chiaramente, non deve essere interpretato in chiave esoterica, mistica o simbolista. Piuttosto lo si deve leggere nella chiave parnassiana che ne dette il poeta francese Paul Valery, nel senso cioè di raggiungere la verità nello stile e lo stile nella verità. L’atto di “stregoneria poetica” consisterà, dunque, soltanto nella metamorfosi del dato occasionale o realistico in motivo unico ed assoluto, come fa del resto l’artista Degas: nel far divenire eterno il presente, traducendo la sua immagine in forma, portandola dalla dimensione esistenziale del tempo a quella estetica dello spazio. Continua la lettura di Tra veli di tulles color pastello e passi di arabesques, ecco a voi il Padre pittorico delle Ballerine: Monsieur Edgar Degas!!

Simbolo eccelso della civiltà moderna: ecco a voi il David di Michelangelo!

Scrive il Vasari nelle celebri “Vite”, estasiato di fronte a tanta mirabile maestria, che il Buonarroti con tale capolavoro “ha tolto il grido a tutte le statue antiche o moderne, greche o latine che fussero”. Un impianto classico a tutto tondo, che vibra di un ideale di perfezione e potenza assoluti, così armoniosamente coesistenti, da divenire un’icona di bellezza suprema oltre che un simbolo eterno della città di Firenze. Continua la lettura di Simbolo eccelso della civiltà moderna: ecco a voi il David di Michelangelo!

…E Tiziano inventò il colore!!!

Correva l’anno 1514 e messer Tiziano Vecellio, che già respira da alcuni anni aria lagunare, regala al panorama artistico europeo una tela destinata a tracciare un solco indelebile, lungo i binari della storia dell’arte rinascimentale e, non solo. Si tratta della composizione monumentale, stesa ad olio e con una padronanza cromatica mai riscontrata fino ad allora sulle scene, celebre per il titolo, di matrice settecentesca, “Amor sacro e Amor profano”: tela sontuosa, seducente, capace di rubarvi gli occhi fin dal primo sguardo, per la sua potenza e leggiadria espressiva, fuse insieme, con quella maestria insuperabile, che solo l’impareggiabile Tiziano riesce a raggiungere, senza sbavature e sforzo alcuno. Continua la lettura di …E Tiziano inventò il colore!!!

Il padre dell’Astrattismo che rimpiangeva la forma: Wassily Kandinskij

Wassily Kandinskij dipingeva in maniera straordinaria, con una lucentezza coloristica capace di estasiare qualsiasi pupilla. Ma teorizzò pure dei principi straordinari, in ambito artistico. Ed arcani e, a volte, anche bizzarri, come del resto appare la sua pittura. Scrisse: “Ogni forma ha un suo contenuto ed impercettibile suono interiore. Non c’è forma, come del resto, nulla al mondo, che non abbia qualcosa da dire. Non solo la luna, il sole, le stelle, i boschi dei quali cantano i poeti, ma anche un bottone dei calzoni, tutto ha un’anima arcana, che tace più spesso, di quanto parli. Il colore è un tasto. L’occhio un martelletto. L’anima un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, con questo o quel tasto, porta l’anima a vibrare”. Continua la lettura di Il padre dell’Astrattismo che rimpiangeva la forma: Wassily Kandinskij

…E Gustav Klimt ricreò la Donna.

Gustav Klimt il bacio

A Tiziano, il “genio del ritratto”, piacevano con le bionde chiome, lunghe e fluenti e, l’incarnato chiarissimo; Degas era incantato dai capelli color rubinio e ricchi di riccioli; Rubens coltivava un debole per le creature dalle molli rotondità, quasi materne; Renoir impazziva per le fanciulle frizzanti, in abiti sontuosi, alla “belle epoque”; il viennese Gustav Klimt, invece, le amava tutte ed incondizionatamente: le donne, per lui, erano la felicità infinita, il profumo piùsoave che potesse espandersi nell’universo. Continua la lettura di …E Gustav Klimt ricreò la Donna.

Anton van Dyck: Talento precoce, Ritrattista eccellente e Baronetto alla Corte inglese di Carlo I!

“Compianto di Cristo” di Anton Van Dyck.

Quando si pensa ad Anton van Dyck (Anversa 1599-Londra 1641) è inevitabile che venga alla mente il nome di Peter Paul Rubens. “Comparaison n’est pas raison”, dicono i francesi: ma è pur vero che la prepotente personalità del maestro di Siegen ha, semplicemente, dominato su tutta l’arte fiamminga della prima metà  del Seicento, tanto da condizionare inevitabilmente con la sua potenza, la sua vitalità creativa, la vigoria stessa delle sue opere (una vera e propria forza della natura), il nostro modo di accostarci al più giovane artista. Rubens e Van Dyck sono stati spesso paragonati al Sole e alla Luna, ma il confronto non è del tutto esatto, dal momento che l’opera vandyckiana non può certo essere considerata unicamente l’immediato riflesso di quella del grande maestro. Continua la lettura di Anton van Dyck: Talento precoce, Ritrattista eccellente e Baronetto alla Corte inglese di Carlo I!

L’Artista che cercò la Luce e trovò il Colore: l’olandese Jan Vermeer!

L’estatica “Donna con brocca” di Jan Vermeer.

Il posto di Jan van der Meer, al secolo Jan Vermeer (Delft 1635-1675), nella storia dell’arte ha dato luogo a tesi diverse, tra le quali, certune hanno sminuito il suo ruolo, non vedendo in lui che un pittore di genere, un realista, o ancora, un ceramista, che impiegava colori di maiolica per i suoi personaggi, come per gli oggetti. Ma simili teorie travisano la vera natura di un artista straordinario. Che svolga soggetti familiari, ritratti, paesaggi, o anche come ai suoi esordi, temi mitologici o religiosi, egli ha apportato un elemento, del tutto nuovo, nella pittura dei Paesi Nordici: la rivelazione dell’idea platonica della pittura in sè. Continua la lettura di L’Artista che cercò la Luce e trovò il Colore: l’olandese Jan Vermeer!