Omaggio a Mahalia Jackson a Pordenone

Omaggio a Mahalia Jackson – una delle donne più rappresentative del XX Secolo.– venerdì 9 agosto alle 21 per “Cem Summer Music 2019” rassegna rivolta agli appassionati di musica jazz organizzata dall’Associazione CEM Cultura e Musica nel cartellone dell’Estate a Pordenone. A interpretare questa voce dell’anima Michela Grena, accompagnata al pianoforte da Michele Bonivento.

Mahalia Jackson non era impegnata solo nella diffusione della Musica Gospel nel mondo, ma anche nella battaglia per i diritti civili in difesa degli afro americani. Protagonista della Marcia di Washington del 1963, cantò prima del famoso discorso “I have a dream” di Martin Luther King, intonando la celebre We shall overcome.” Definita “la regina del gospel”, fu la cantante che vendette 8 milioni di copie con il singolo Move on up a little higher, portando il gospel fuori dalle chiese degli afroamericani: nessun disco del genere aveva venduto tanto. La sua voce incarnava il gospel moderno, era espressione di un puro slancio liberatorio, di una schietta, incontaminata devozione al divino combinata a una letizia tutta terrena e palpabile: un tornado con la vitalità sensuale di un’adolescente.

Le sue interpretazioni erano intense e trascinanti, di una forza quasi mistica: elevavano le anime presenti a uno stato di rapita meraviglia. Con la sua voce potente e dotata di notevole estensione (due ottave e mezzo) riusciva a rendere gli Spiritual molto espressivi e suggestivi grazie anche alle sue notevoli doti interpretative. Durante gli anni 50, la voce della Jackson è praticamente ovunque: in radio, in televisione e nei concerti intorno al mondo.

Nel 1954 diviene presenza fissa delle trasmissioni notturne domenicali della CBS e due anni dopo riscosse un successo senza pari nello spettacolo di Ed Sullivan dove sancì definitivamente la presenza della musica gospel nella cultura principale americana. Peculiare è la sua famosissima esibizione del 1957 al Festival Jazz di Newport, in un programma speciale solo di gospel, dove fagocitò l’attenzione del pubblico sotto una fitta pioggia. Rifiutò sempre ogni proposta di passare a generi più commerciali e meno impegnati ma nonostante ciò ebbe tra i suoi ammiratori le più grandi personalità del jazz e del pop americano quali Duke Ellington, Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Sammy Davis Jr. e infine Aretha Franklin (che cantò tra l’altro al funerale di Mahalia, nel 1972, uno dei cavalli di battaglia della cantante “Take My Hand Precious Lord”).

Clelia Delponte
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