Giochi diplomatici. Sport e politica estera nell’Italia del secondo dopoguerra

E’ uscito in libreria, giovedì 14 maggio, il nuovo volume edito dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con Viella: Giochi diplomatici. Sport e politica estera nell’Italia del secondo dopoguerra di Nicola Sbetti (Treviso-Roma 2020), acquistabile anche in edizione digitale dal sito www.viella.it

All’indomani della Liberazione l’Italia era ancora considerata un paese vinto e ciò comportò delle inevitabili ripercussioni anche in ambito sportivo. Gli atleti azzurri non vennero inizialmente coinvolti nella ripresa delle attività e in alcune federazioni internazionali si arrivò persino all’esclusione o alla sospensione dell’Italia. Partendo dall’assunto che, in virtù della sua elevata visibilità, lo sport, pur essendo un fenomeno periferico e non vitale del sistema politico internazionale, rappresenta tanto una variabile quanto uno strumento di politica estera, il libro di Nicola Sbetti mira a rispondere a una serie di interrogativi.

Perché, al contrario di Germania e Giappone, l’Italia poté partecipare alle Olimpiadi del 1948? In quali proporzioni l’eredità del fascismo e la guerra fredda influenzarono la ripresa internazionale dello sport italiano? In che modo i primi governi repubblicani utilizzarono lo sport come strumento di politica estera? E come invece le istituzioni sportive e gli atleti si allinearono a quest’ultima?

Il libro è il quindicesimo della collana Ludica, diretta da Gherardo Ortalli e Alessandra Rizzi, nata, a fianco dell’omonima rivista «Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco», per dare spazio a contributi di particolare significato e densità nel campo della storia del gioco, del tempo libero, della festa.

Silvia Cacco
ufficio stampa

via Cornarotta 7-9, Treviso
T +39 0422 5121
F +39 0422 579483
silvia.cacco@fbsr.it
www.fbsr.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.